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Caso Ranucci, Fazzolari: “Lui e Schlein si scusino per aver puntato il dito su FdI”

Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri si toglie alcuni sassolini dalle scarpe

Caso Ranucci, FdI fa quadrato attorno a Fazzolari: “Subdole insinuazioni e ricostruzioni"

Il caso Ranucci continua a tenere banco nel dibattito politico italiano. A intervenire sulla vicenda è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari. “Ranucci sapeva della bomba? Lo diranno le indagini. Lui però spieghi la telefonata di due ore con Lavitola il giorno della perquisizione”. E sulla trasmissione Report osserva: “Persa la credibilità che aveva con la Gabanelli”.

Tra le prime cose che Fazzolari tiene a sottolineare c’è un dettaglio che gli sta molto a cuore, quell’insinuazione tirata fuori da Ranucci sul suo conto: che potrebbe essere stato coinvolto, in qualche modo, nell’attentato contro di lui: “Una lettura avvalorata da diversi giornalisti e dallo stesso Ranucci, che ha sistematicamente insinuato un collegamento tra Fratelli d’Italia e la bomba, chiamando in causa anche me”.

C’è anche un altro sassolino dalle scarpe, piuttosto fastidioso, che Fazzolari vuole togliersi: “Ricordo che la segretaria del Pd Elly Schlein, in occasione di un appuntamento internazionale, ha subito accostato il Governo Meloni all’attentato e che il deputato M5S Dario Carotenuto ha accusato l’esecutivo di essere il ‘mandante morale’”.

E per rispondere a chi accusa FdI di accanimento (contro Ranucci), ecco la risposta di Fazzolari: “Ci vuole la faccia tosta, è esattamente il contrario. È stato lui, in questi mesi, a cercare ripetutamente di accostare FdI alla bomba esplosa sotto casa sua. Ha provato a gettare ombre su di me orchestrando una ridicola messinscena in Commissione Antimafia, con Scarpinato che gli faceva da spalla. Il grillino gli ha chiesto se ci fosse un collegamento tra il fatto che io avrei fatto seguire Ranucci dai servizi segreti e la bomba: a quel punto, con un colpo di teatro, il conduttore di Report ha chiesto che la risposta fosse secretata, alimentando suggestioni e sospetti. Un servizio di Report ha poi fatto intendere che ci fosse un collegamento tra l’attentato e il deputato di FdI Gimmi Cangiano. Da quanto ho letto sui giornali, quando è stato sentito dalla Procura di Roma Ranucci avrebbe fatto anche il nome della presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo. Dopodiché, non ancora soddisfatto, dopo l’arresto di Lavitola ha provato a tirare in ballo il deputato Francesco Filini, colpevole di avergli chiesto in Commissione Vigilanza Rai se stesse pensando di entrare in politica. Insomma, un tentativo continuo e scientifico di accostare FdI all’attentato”.

Il sottosegretario, infine, si complimenta con chi ha svolto le indagini: “Credo che gli inquirenti abbiano fatto un ottimo lavoro, sbrogliando una matassa molto intricata. Senza la competenza e la scrupolosità di chi ha indagato, probabilmente non sarebbe stato possibile fare chiarezza e spazzare via le tante insinuazioni”.

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