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Sballati al volante e strage di ragazzi. Il governo ai ripari: "Subito un tavolo"

Nove morti nel weekend, da inizio anno giovane una vittima su 4. Salvini: troppi

Sballati al volante e strage di ragazzi. Il governo ai ripari: "Subito un tavolo"
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Dalla Lombardia alla Sicilia, passando per la Toscana e il Trentino. Le stragi del sabato sera (e non solo) riempiono le cronache locali e nazionali con un andamento costante. Lo testimonia l'ultimo weekend con quasi 30 vittime, nove dei quali con meno di 18 anni. Ma non è un caso isolato: nei primi quattro mesi del 2026 i decessi registrati sulle strade italiane erano già 333, con un aumento dell'8% degli incidenti rispetto allo stesso periodo del 2025. Un drammatico dato nel frattempo schizzato in meno di 60 giorni. Secondo l'osservatorio di Asaps - l'associazione che monitora in tempo reale gli incidenti sulle strade italiane - tra maggio e giugno si è assistito infatti ad una recrudescenza con circa 200 vittime. Non solo numeri ma volti, storie e vite spezzate sull'asfalto. Una "strage silenziosa" che in particolare nelle ore notturne colpisce gli under 30. Più di un quarto delle vittime sulla strada nel 2026 ha infatti meno di 30 anni, con la fascia 18-29 anni che continua ad essere la più colpita. Non solo: con l'avvicinarsi della stagione estiva si è assistito ad un incremento significativo dei minorenni rimasti coinvolti. Nella memoria di molti è rimasta impressa la tragedia che ha colpito le sorelle Camilla e Dana Galli, di 23 e 14 anni, originarie di Livigno: il 4 giugno stavano tornando a casa dopo aver trascorso una giornata a Gardaland quando hanno impattato frontalmente con un'altra auto nel Bresciano. Ma a preoccupare nell'analisi del fenomeno è soprattutto l'uso di alcol e droghe tra giovani e giovanissimi: solo una settimana fa nel Foggiano è stato arrestato per omicidio stradale un 18enne perché positivo agli esami tossicologici e all'etilometro. Ma fatti analoghi arrivano anche da Milano, Roma, Ancona, Padova e disegnano la geografia di tutto il Paese.

Intanto nelle scorse ore il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato un imminente riunione ("già questa settimana") sulla sicurezza stradale "perché è vero che, grazie al nuovo Codice, l'anno scorso ci sono stati più di cento morti in meno, però sono ancora troppi i ragazzi che non tornano a casa e quindi vorrei trovare il modo di raggiungerli tutti e di incontrarli, a scuola, a casa". Il vicepremier si riferisce ad un vero e proprio tour di sensibilizzazione negli istituti superiori e nelle scuole guida tra i neopatentati perché "a 17-18 anni ci si sente immortali".

Chi invece contesta le regole attuali è Domenico Musicco, presidente dell'Associazione Vittime Incidenti Stradali: "Il nuovo Codice della strada, come avevamo detto, non basta a fermare la strage". L'associazione chiede in particolare un'intensificazione delle verifiche su velocità, guida in stato di ebbrezza e assunzione di sostanze stupefacenti, soprattutto nei fine settimana, quando si concentra il maggior numero di incidenti con conseguenze mortali che coinvolgono giovani. Musicco torna inoltre a chiedere l'introduzione dell'educazione stradale obbligatoria nelle scuole: "Abbiamo sollecitato più volte questo intervento e a breve avremo un incontro con il ministero dell'Istruzione", spiega.

Secondo il presidente dell'associazione, l'obiettivo è promuovere una maggiore cultura della sicurezza tra le nuove generazioni, considerato che gli incidenti stradali rappresentano una delle principali cause di morte tra i giovani e i giovanissimi. Una campagna - quella della sensibilizzazione - che il governo sembra pronto ad avviare a tappeto.

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