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Starmer si arrende tra le lacrime. Ultimo flop che azzoppa il Labour

Dopo il weekend di riflessione il primo ministro lascia: "Torno in famiglia. Per il partito non sono la persona giusta in vista del voto"

Starmer si arrende tra le lacrime. Ultimo flop che azzoppa il Labour
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Nel momento dei saluti, l'emotività ha colpito persino lui, l'imperscrutabile mister Starmer. È stato un addio sofferto quello del premier britannico laburista, costretto ad andarsene dopo soltanto due anni dal trionfo alle politiche del 2024. Come da copione Sir Keir si è presentato ai giornalisti ieri mattina all'ingresso di Downing Street, dove ha ufficialmente annunciato le proprie dimissioni, ripercorrendo prima i due anni del suo mandato. "Quando sono arrivato ho ereditato un partito laburista che era, politicamente, finanziariamente e moralmente alla bancarotta - ha raccontato - mi hanno detto più volte che era distrutto, ma ho provato che si sbagliavano. Ho cambiato il partito eradicando il veleno dell'antisemitismo, riguadagnando la fiducia nell'economia, nella difesa e nella sicurezza nazionale".

L'ex premier ha ricordato come arrivare a Downing Street sia stato il momento della sua vita che l'ha reso più orgoglioso e ha sottolineato gli obiettivi raggiunti durante la sua permanenza: mezzo milione di bambini strappati alla povertà, le leggi sui diritti degli affittuari e dei lavoratori, la riduzione dell'immigrazione clandestina e il miglioramento della sua gestione. Ha poi affrontato il nodo cruciale del discorso. "La domanda che ora si è posto il mio partito è se io sia la persona giusta per condurci fino alle prossime elezioni - ha detto -, ho sentito la risposta a questo quesito e l'accetto. In ogni decisione che ho preso ho messo prima il Paese che amo". Anche in quella di dimettersi. Starmer ha preannunciato una tabella di marcia per la nomina del suo successore, che non avverrà prima del 9 luglio, ma è più probabile si concretizzi verso la metà del mese, dopo il cruciale vertice della Nato ad Ankara.

Promettendo incondizionato supporto a chi prenderà il suo posto, Starmer ha poi chiuso il discorso dicendo di voler spendere più tempo a fare il marito e il padre dei suoi bambini. Ed è qui che l'emozione l'ha tradito, la voce ha tremato quando rendeva omaggio alla "meravigliosa moglie, la mia roccia che mi è sempre stata accanto". L'abbraccio di Victoria, addolorato e sinceramente amorevole, è arrivato subito dopo, per la gioia dei fotografi. Si chiude così l'era Starmer e se ne apre un'altra, ancora incerta, che con grande probabilità avrà l'ex sindaco di Manchester Andy Burnham come protagonista.

Dopo la vittoria alle suppletive di Makerfield, Burnham ha infatti giurato ieri come membro del Parlamento di Westminster, accolto da una folla festante. Già nei giorni scorsi aveva confermato di volersi candidare a successore di Starmer, con l'appoggio dell'ex ministro della Sanità Wes Streeting. Non sono mancate le reazioni immediate dell'opposizione al cambio della guardia in atto. "Cambiare la persona al comando non riparerà il deteriorato sistema politico britannico" ha dichiarato il leader dei LibDem, Ed Davey, aggiungendo che "l'elettorato è stufo di questi giri di danza dei diversi primi ministri". Nigel Farage di Reform Uk ha rinnovato la sua richiesta di elezioni anticipate, paragonando Westminster alla "politica farsesca in stile italiano". Per la leader conservatrice Kemi Badenoch "ci sono decisioni importanti da prendere subito e dobbiamo assicurarci che il Paese sia governato. Qualunque cosa accada in questi mesi, dobbiamo assicurarci che la sicurezza nazionale sia la priorità in agenda. In ogni caso - ha concluso Badenoch - il prossimo leader laburista avrà sempre lo stesso problema di chi l'ha preceduto: quei parlamentari che non sono interessati alla Difesa e che si rifiutano di rivedere la legge sul sistema previdenziale".

Il primo ministro del Galles Rhun ap Iorwerth ha auspicato l'inizio di una nuova collaborazione con il prossimo premier, dicendosi "deluso dal fatto che il governo gallese non è riuscito ad avviare un dibattito con lo scorso governo sulle questioni che più stanno a cuore alla gente del Galles". Starmer aveva promesso di incontrare a giugno i rappresentanti gallese e dell'Irlanda del Nord, ma gli incontri non si erano mai concretizzati.

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