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Politica estera

I pm aprono un'inchiesta sui gruppi criminali

E per la prima volta Madrid accusa Rabat: “Ceuta e Melilla non si toccano”

Reazione La ministra della Difesa spagnola Margarita Robles

Al di là degli annunci ufficiali sulla collaborazione tra Paesi amici e nonostante un lento ritorno alla normalità, la crisi di migranti a Ceuta ha lasciato dietro a sé più di un sospetto su un possibile coinvolgimento del Marocco raffreddando i rapporti tra Madrid e Rabat.

Il tribunale dell’Audiencia Nacional spagnolo ha chiesto alla polizia nazionale un rapporto sull’ingresso «irregolare massiccio» di migranti a Ceuta, per accertare se vi sia stata «un’azione coordinata e diretta». La magistrata Maria Tardon ha aperto un’inchiesta preliminare che ipotizza reati tra cui il favoreggiamento dell’immigrazione illegale, traffico di persone, organizzazione criminale e omissione del dovere di perseguire i reati. «Fare luce piena» e «indagare fino in fondo per sapere cosa è accaduto» è la richiesta avanzata dal ministro della Difesa spagnolo Margarita Robles. Un significativo cambio di atteggiamento che si distacca in maniera netta dalla prudenza ostentata dal premier Pedro Sánchez e dai ministri degli Interni e degli Esteri Fernando Grande-Marlaska e José Manuel Albares. «Chiedo al governo del Marocco di indagare chi c’è dietro queste reti, chi ha la responsabilità, chi ha organizzato tutto, attraverso le mafie, e chi ha ingannato queste persone - ha dichiarato Robles alla stampa spagnola - Non può essere che si utilizzino minori, come sono stati utilizzati, o anche persone, mandandole a morte nel mare». A gettare altre ombre è l’ipotesi, rilanciata da diversi media spagnoli tra cui The Objective, che indica come possibile mente dietro l’ondata di migranti Fouad Ali El Himma, consigliere e amico personale del re del Marocco Muhammad VI. Secondo alcune fonti marocchine in Francia, El Himma avrebbe sfruttato la crisi migratoria per screditare il primo ministro Aziz Akhannouch in vista delle elezioni politiche del 23 settembre.

Nel frattempo in Spagna centinaia di persone e gruppi di destra protestano davanti alle sedi diplomatiche del Marocco. E mentre Sànchez è costretto alla difensiva in patria e in Europa, è sempre la ministra della Difesa a dettare la linea: «Tutti devono avere ben chiaro che l’integrità territoriale e la sovranità spagnola non si toccano. Ceuta e Melilla non si toccano».

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