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Tajani vuole i criminali in galera, l’Anm resta “esterrefatta”

Il ministro: “I ceffi non restino impuniti. Alcuni magistrati dovrebbero mettersi la mano sulla coscienza”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il primo congresso Regionale di Forza Italia, Roma 26 settembre 2026. ANSA/FABIO FRUSTACI

È polemica tra il vicepremier Antonio Tajani e l’Associazione nazionale magistrati. Al centro, il tema della convalida degli arresti.

«Dico a tutti i magistrati che decidono sugli arresti che è vero che c’è un problema di carceri riempite ma dobbiamo anche dare dei segnali che garantiscano ai cittadini il fatto che i ceffi non possono agire impuniti. Colpirne uno per educarne cento: credo che serva e che anche alcuni magistrati debbano mettersi la mano sulla coscienza». Queste le parole del vicepremier al Villaggio della legalità. Il dibattito è iniziato quando una donna ha interrotto gli interventi, esprimendo la necessità di avere più «sicurezza nelle borgate». Così, Tajani ha spiegato le vicende che spesso toccano agli agenti di polizia locale o della Guardia di Finanza che dopo ad avere arrestato qualcuno «si devono fare un altro turno. Se l’arresto è a mezzanotte meno cinque, finiscono il turno ma devono stare tutta la notte a fare il verbale», ha detto il vicepremier. Tajani ha proseguito, spiegando che «la mattina» seguente gli agenti «dopo avere fatto 24 ore di fila, si vedono quello che gli sorride in faccia e la mattina dopo se lo ritrovano a spacciare». Quindi, secondo il vicepremier, «serve molta più rigidità della magistratura».

Immediata la replica dei magistrati. «Le parole del vicepresidente del Consiglio lasciano esterrefatti perchè danno spazio a una logica contraria a ogni Stato di diritto», hanno commentato in una nota. «I magistrati devono semplicemente applicare la legge. La sicurezza non si garantisce scaricandone la responsabilità sulla magistratura. La giustizia non è e non può essere uno strumento di intimidazione nei confronti di nessuno», hanno specificato.

Tajani poi ha espresso la stessa idea sul suo profilo di X: «I cittadini hanno un sacrosanto diritto alla sicurezza» e ha ricordato i fatti di Torino, sottolineando che «troppe persone arrestate in flagranza di reato vengono subito rimesse in libertà da magistrati perdonisti». Ma per il vicepremier il problema è che spesso l’impunità aiuta i «malviventi, perchè una volta liberi sono pronti a reiterare il reato». E ha concluso, sostenendo che invocare «lo stato di diritto con gli arresti in flagranza è strumentale»

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