Venerdi, ore 10, tutti convocati per il ritorno della patrimoniale. Siamo all’Hotel Nazionale, a due passi da Montecitorio. Sfila lo stato maggiore di Alleanza Verdi sinistra: Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Elisabetta Piccolotti. Spunta anche l’ex ministro del M5S Lorenzo Fioramonti. Titolo della conferenza stampa: meno tasse, più stipendi. Ma è un titolo che nasconde la realtà: l’odio verso i ricchi. Fratoianni è in modalità ministro, indossa giacca e cravatta. Scherza un cronista: «Si prepara a fare il ministro?» Accenna un sorriso ed entra nell’albergone che si affaccia su piazza Monte Citorio. È tutto pronto, prime file tra militanti ed esponenti di Avs. Su queste note il duo Fratoianni-Bonelli lancia la riforma economica della sinistra sinistra. La proposta parte da un principio la restituzione fiscale che deve essere «equa» perché ha l’obiettivo di «restituire il maltolto» di questi anni a favore di chi ha meno e ristabilire una «vera progressività» in materia fiscale, come «stabilisce la Costituzione». Per fare tutto questo ovviamente di quale coperture si servirà la gauche del campo largo? Se la proposta riforma di Avs preconizza la cancellazione dell’Irpef sostituendola con un’unica funzione continua molto progressiva, le coperture va da sé arriveranno da un grande classico degli azionisti del campo largo: l’introduzione di una tassa patrimoniale esclusivamente su chi ha una ricchezza netta complessiva superiore ai 5.4 milioni di euro che porterebbe 15 miliardi. Fratoianni e Bonelli si rivolgono agli alleati del centrosinistra: «È giunto il momento di avere il coraggio perché il Paese ha un’incredibile bisogno di giustizia sociale. Stiamo parlando di una platea di 50mila persone». I due insistono nel corso della conferenza stampa: «Dobbiamo continuare a seguire una logica turboliberista oppure vogliamo invertire il processo e aumentare il potere di acquisto?» Tocca poi a Fioramonti rincarare la dose: «L’ingiustizia sociale è diventata un problema sistemico». Non è la prima volta che Avs presenti una tassazione sui grandi patrimoni. È il motivo per cui, a loro avviso, debba essere uno dei punti del programma del campo largo. Ma da quelle parti l’unica che è uscita apertamente sulla patrimoniale è stata Chiara Appendino. Anche da parte di Giuseppe Conte sono state sollevate perplessità. Come del resto dal Pd che è diviso sulla questione.
Eppure Fratoianni e Bonelli restano convinti che non sia uno scandalo. E se gli investitori fuggissero dal Paese per colpa della super tassa sui ricchi? Scuote la testa Fratoianni: «Uno studio del Sant’Anna - stiamo parlando di una scuola d’eccellenza nel nostro Paese e non solo - dimostra che la percentuale delle persone che se ne vanno è irrilevante rispetto a quanto produce questa imposta». GAF
