Toscana, Pd e M5S alleati per portare il gender nelle scuole

Sinistra e grillini contro le opposizioni che chiedevano di bloccare l'introduzione degli studi di genere a scuola

Toscana, Pd e M5S alleati per portare il gender nelle scuole

È un'altra delle scaramucce che preannunciano la grande battaglia d'autunno sull'introduzione del gender - o studi di genere che dir si voglia - nelle scuole.

Oggi il consiglio regionale della Toscana ha bocciato due mozioni dell'opposizione che chiedevano il veto all'introduzione della "teoria del gender" nelle scuole, pretendendo parimenti il rispetto del ruolo irrinunciabile della famiglia nell'educazione alla sessualità e all'affettività.

"Pd, Movimento 5 Stelle e Sì-Toscana a Sinistra, bocciando le mozioni presentate dal centrodestra contro l'ideologia gender nelle scuole, dimostrano ancora una volta la loro mentalità statalista e ideologica - stigmatizzano le opposizioni in una nota congiunta - È pericoloso introdurre nelle aule scolastiche teorie pericolose per lo sviluppo degli studenti, e che bypassano il ruolo delle famiglie."

"Purtroppo, già in diversi istituti vengono proposti ai ragazzi, anche all'asilo o alle elementari, libri che teorizzano come non si nasca maschi o femmine, ma lo si diventi in base a fattori esclusivamente culturali: questo significa non guardare la realtà", concludono Lega, FI e FdI.

Polemiche liquidate con sufficienza dal vicecapogruppo Pd Monia Monni, che ha parlato di "fuffa ideologica" e di "inaccettabile strumentalizzazione."

Si tratta di polemiche che anticipano e seguono la discussa applicazione della riforma della scuola, che al comma 16 prevede interventi per la rimozione degli stereotipi e promuove una non meglio specificata "educazione di genere". Per dare attuazione alla riforma il Miur convocherà un tavolo con diverse associazioni: se questo tavolo includerà o meno anche le sigle del mondo Lgbt è il nodo su cui si gioca lo scontro.

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