Le urne aprono alle 12 in Italia. Il numero magico è 270 (delegati)

Dopo 18 mesi di durissima campagna elettorale, oggi i cittadini americani scelgono il 45° presidente degli Stati Uniti. Si parte (e si finisce) con gli Stati dell'Est. Si chiude con l'Alaska

Le urne aprono alle 12 in Italia. Il numero magico è 270 (delegati)

New York - Dopo 18 mesi di durissima campagna elettorale, oggi i cittadini americani scelgono il 45° presidente degli Stati Uniti. Ma come si elegge il Commander in Chief ?

Quando - Le elezioni si svolgono ogni quattro anni, e il presidente può essere rieletto una sola volta. Come recita l'articolo 2 della Costituzione americana, il voto si tiene nel cosiddetto Election Day, per consuetudine il martedì che segue il primo lunedì di novembre. Può candidarsi chi ha oltre 35 anni, è nato negli Usa e vi risiede da almeno 14 anni. Oltre che per eleggere il presidente, oggi si vota anche per rinnovare l'intera Camera dei rappresentanti e un terzo del Senato. Eletti anche 12 su 50 governatori dell'Unione, e 35 stati si esprimono su oltre cento proposte di referendum.

Grandi elettori e metodo indiretto - L'elezione non avviene a suffragio universale, ma con un metodo indiretto. I cittadini votano stato per stato i cosiddetti grandi elettori, coloro che il mese prossimo saranno chiamati a esprimere e confermare la preferenza emersa dalle urne. I grandi elettori sono 538 e il numero magico per conquistare le chiavi della Casa Bianca è 270, ossia la metà più uno. Il loro numero è la somma di senatori (100, due per ogni stato) e deputati (435, proporzionali alla popolazione), più tre delegati per il District of Columbia, dove si trova la capitale Washington. In caso di parità fra i grandi elettori a decidere è il Congresso.

I grandi elettori stato per stato - Il numero dei grandi elettori varia in base alla rilevanza demografica. Lo stato che ne ha di più è la California (55), seguita da Texas (38), Florida e New York con (29), Illinois e Pennsylvania (20). Poi 18 grandi elettori ha l'Ohio, 16 Georgia e Michigan, 15 North Carolina, 14 New Jersey, 13 Virginia, 12 Washington, 11 Arizona, Indiana, Massachusetts e Tennessee, 10 Maryland, Minnesota, Missouri, e Wisconsin, 9 Alabama, Colorado e South Carolina, 8 Kentucky e Louisiana, 7 Connecticut, Oklahoma e Oregon, 6 Arkansas, Iowa, Kansas, Mississippi, Nevada e Utah. In Nebraska, New Mexico e West Virginia ce ne sono 5, Hawaii, Idaho, Maine, New Hampshire e Rhode Island ne contano 4 e infine 3 Alaska, Delaware, District of Columbia, Montana, North Dakota, South Dakota, Vermont e Wyoming.

Winner takes all - In 48 stati su 50 vige un sistema maggioritario secco con la regola del «winner-takes-all», ossia il vincitore si aggiudica la totalità dei grandi elettori. In Maine e Nebraska sistema misto.

Chiusura dei seggi - Le operazioni di voto iniziano alle 6 del mattino ora locale, le 12 in Italia, sulla costa orientale degli Stati Uniti, a New York, Pennsylvania e Florida. Alle 15 italiane aprono i seggi sulla West Coast, dallo stato di Washington alla California. All'una di domani mattina in Italia parte l'attesa dei risultati con la chiusura dei primi seggi in Georgia, Indiana, Kentucky, South Carolina, Vermont e Virginia. Dopo mezz'ora chiudono anche i seggi in Ohio e North Carolina. Alle 2 del mattino italiane tocca ad altri 16 stati tra cui Florida e Pennsylvania. Tra le 2.30 e le 4 italiane stop al voto in altri 15 stati tra cui Arizona, Colorado e Wisconsin. Alle 5 del mattino in Italia chiudono le urne in altri nove stati, tra cui la California. Traguardo alle 7 del mattino italiane, con la chiusura in Alaska, l'ultima a votare.

Inauguration day - Il 20 gennaio 2017 investitura del nuovo presidente e cambio della guardia con Barack Obama. Momento clou è il giuramento, seguito dalla tradizionale parata a Washington lungo Pennsylvania Avenue.

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