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Vannacci, 600 in fuga. "Non è stato di parola"

Futuro Nazionale esplode in Calabria, i militanti si sentono traditi. Ma è polemica sulla nota di addio

Vannacci, 600 in fuga. "Non è stato di parola"

Volano gli stracci dentro il neo partito di Roberto Vannacci. In Calabria 600 hanno strappato le tessere e abbandonato Futuro Nazionale perché (a dire dei dissidenti) l'ex generale "non è di parola". Un insulto per un uomo che ha fatto dell'onore la propria bandiera. Il motivo dell'addio è legato alla leadership del movimento nella regione più remota d'Italia. Agli ormai ex tesserati non è andato giù che le nomine locali siano state "imposte dai vertici", senza tenere conto della base. Dei primi ad aver aderito e creduto al progetto dell'ex generale. Tanto da spendere soldi ti tasca propria per il movimento. È questo che rimproverano.

A firmare un lungo comunicato è Giancarlo Talarico, calabrese e militante del neo partito. A darne risonanza è stato il Corriere della Calabria che ha riportato le dichiarazioni dei comitati spontanei "144 e 1067" che senza dubitare hanno partecipato al congresso del partito a Roma. Nella nota riportata dalla stampa locale si legge che "un sogno per tante persone che si sono avvicinate al movimento vannacciano è diventato un incubo". I militanti dell'ex generale pare si siano sentiti traditi dal "solito modus operandi della vecchia politica". Da qui la volontà di ritirare le tessere dopo essersi sentiti - si legge nella nota - "presi in giro per l'ennesima volta da falsi profeti, bravi a parlare ma che all'atto pratico dimostrano di voler tutelare solo la posizione della sporca dozzina". Il riferimento è sicuramente all'onorevole Domenico Furgiuele, calabrese ed ex leghista di ferro.

Ieri il deputato di Lamezia Terme ha organizzato un grande evento nella sua città per mostrare i muscoli. Non il suo avambraccio (l'onorevole da buon "camerata", come ama definirsi, segue pedissequamente i consigli fascisti: "mens sana in corpore sano"), ma qui parliamo della sua forza politica. Al suo fianco l'altro ex leghista, Rossano Sasso e il professore Antonio Maria Rinaldi. Dello strappo consumato in Calabria, però, a Furgiuele interessa poco. Davvero poco. Raggiunto al telefono precisa: "Posso dirvi che già in 300 hanno fatto marcia indietro, e saranno al nostro fianco. Non solo, Giancarlo Talarico mi ha detto che non è stato lui a diramare la nota". Ci spieghi meglio onorevole, Talarico prende le distanze da una nota a suo nome? "Pare non l'abbia firmata lui, ma altre persone". Addirittura? "Guardi, quello che conta è che oggi (ieri per chi legge) eravamo in tantissimi. Questo conta. Anzi, le dico che in 300 sono tornati sui propri passi, quindi non ne abbiamo persi 600". Scusi, ma in 300 nel giro di poco tempo hanno cambiato idea? "Non le so dire, quello che è certo è che da quando ho preso le redini del movimento in Calabria le tessere sono schizzate da 4000 a 5000".

È soddisfatto Domenico Furgiuele e per nulla preoccupato delle dichiarazioni degli ex futuristi che sostengono come l'obiettivo dei vertici sia quello di garantire ad alcuni esponenti solo "un buon posizionamento alle parlamentari", consentendogli di continuare a godere dei "privilegi" legati alla politica come i "grossi stipendi senza portare risultati". In questo caso Furgiuele è lapidario: "Chi oggi riconsegna le tessere non influirà, alle elezioni comunali hanno preso meno di 30 voti. Oggi (ieri per chi legge ndr) io ho presentato il gruppo consiliare di Lamezia Terme, tre persone che insieme hanno portato oltre 2000 preferenze.

Non sono poche, questo è quello che conta".

Un fatto è certo: dopo poche settimane dalla nascita di Futuro Nazionale la guerra interna tra i soldati semplici è appena partita. Un paradosso per il partito di un (ex) generale.

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