La quiete dopo la tempesta. In Valle di Susa, a quasi una settimana dagli assalti ai cantieri della Torino-Lione, la giornata trascorre senza nuovi scontri. A Venaus prosegue il «non campeggio» organizzato dal movimento No Tav, ma il divieto imposto alle tende ha frenato le adesioni. E così gli attivisti presenti sul posto sono appena una trentina, per lo più giovani dell’area antagonista. Sul lato opposto della strada, inoltre, resta schierato il dispositivo delle forze dell’ordine, ben più numerose dei no tav: camionette del Reparto Mobile, personale della Digos e controlli continui, anche con un elicottero che in mattinata è passato più volte sull’area occupata dai manifestanti.
A Venaus, ieri, si è rispettato il programma modificato dagli organizzatori quando si è deciso di mantenere il presidio anche senza campeggiare e senza potersi spostare a Traduerivi per i divieti imposti dalle ordinanze della prefettura. Così il venerdì è scivolato via sotto l’unico grande tendone con i colori della bandiera palestinese tra assemblee sulla situazione a Gaza, dibattiti sulle guerre del mondo, incontri con attivisti internazionali, focus sulle organizzazioni di sinistra radicale negli Usa. In serata previsto anche un incontro con i manifestanti no-Tav d’oltralpe. Clima rilassato, ma nonostante la calma come detto, visti i precedenti di sabato scorso, il dispositivo di sicurezza non è stato alleggerito, anche se i no-tav in un comunicato invitano gli attivisti a recarsi al presidio ricordando che le strade sono libere anche se «inutilmente presidiate».
Avverbio che suona beffardo considerando i giorni appena trascorsi nel segno della tensione, culminati appunto sabato scorso con gli assalti ai cantieri dell’alta velocità con lanci di pietre, bombe carta e molotov, le centinaia di feriti tra le forze dell’ordine e i danni alle strutture della Torino-Lione. Nessun legame emerge, invece, tra i tre incendi scoppiati nell’area degli scontri nella notte tra il 28 e il 29. Un rogo in un deposito di auto a Codimosso, un magazzino di pneumatici a San Giuliano e una porzione di bosco a Mompantero. Al momento, questi episodi non sembrerebbero collegati alla protesta no Tav.
