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"Ve lo giuro, questa è morta". L'audio dell'orrore dopo lo schianto

Il video choc postato sui social da un ragazzo a bordo della vettura che ha investito una 22enne

"Ve lo giuro, questa è morta". L'audio dell'orrore dopo lo schianto
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"Ve lo giuro, questa è morta. Abbiamo rotto tutto stanotte, bro. Per un mese niente lavoro fratello, tentato omicidio ci han fatto". Non si sa se è più cinico, stupido o malvagio - comunque agghiacciante - l'audio che si ascolta in un video postato sui social da uno degli occupanti di una Fiat 500 che ha appena uccisa una ragazza che avrebbe compiuto tra pochi giorni 23 anni, Sofia Barbieri. E poco importa che qualche ora dopo lo stesso giovane, probabilmente convinto da qualcuno che voleva alleggerirne la posizione giudiziaria, abbia postato un altro filmato di scuse: "Non avevo capito la gravità delle cose, sono un coglione. Me ne vergogno". L'impulsività può essere un'attenuante, ma nessuno dice mai qualcosa che alla fine non ha dentro.

L'incidente è avvenuto la notte tra venerdì e sabato sull'Aurelia nel Comune di Ceriale, in provincia di Savona. Le due ragazze che erano a bordo di uno scooter si sono scontrate con una Fiat 500 e sono state entrambe scaraventate a terra. Sofia, figlia dell'assessore ai Servizi sociali dello stesso comune di Ceriale, Barbara De Stefano, è morta poco dopo all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure mentre l'amica, E.B., versa in gravi condizioni nello stesso ospedale.

La Cinquecento era guidata da una ragazza che è stata identificata dai carabinieri ed è stata denunciata per omicidio stradale e lesioni personali gravissime. Neopatentata, gli è stato ritirato il permesso di guida. È stata sottoposta ad alcol e drug test e sarebbe risultata negativa. Le indagini svolte dai Carabinieri della Stazione di Ceriale, coordinate dalla Procura di Savona, stanno cercando di accertare l'esatta dinamica del violento scontro frontale-laterale: sono state raccolte sul posto le testimonianze da parte di cittadini che hanno assistito all'incidente ed effettuate le analisi dei filmati estrapolati dal sistema di videosorveglianza cittadina, che hanno ripreso le fasi dell'incidente.

Il video della vergogna è stato postato da un diciannovenne che si trovava a bordo dell'utilitaria. Irrispettose le frasi pronunciate di fronte dall'agonia di una quasi coetanea, assurda l'idea di postarla sui social. Anche il ragazzo dopo qualche ora sembra essersi pentito: "Quel video non rispecchia certo il mio pensiero. Non mi sono reso conto di quello che ho detto. Ero ubriaco.

Sono pentito e sto male. Non sono un mostro. Chiedo scusa". È ancora: "Sto subendo minacce di morte gravissime. Dovrò tutelarmi per vie legali. Una situazione terribile. Non sono un mostro, soffro anche io per la ragazza".

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