Voghera, lite al bar. Leghista uccide un uomo. "Sparo partito per errore"

La vittima è un pregiudicato marocchino. Si indaga per eccesso colposo di legittima difesa

Voghera, lite al bar. Leghista uccide un uomo. "Sparo partito per errore"

Per evitare il più possibile ricostruzioni improbabili ed eliminare da subito acrobatiche illazioni, decisiva anche stavolta sarà la visione dei filmati delle telecamere di sorveglianza. E in particolare una, puntata proprio sullo spiazzo dov'è avvenuta la tragedia. Al momento - e dopo aver sentito i testimoni per tutta la notte fino alle 7 di ieri mattina - l'ipotesi su cui la Procura di Pavia e i carabinieri del comando provinciale stanno lavorando è quella di eccesso colposo di legittima difesa, reato che prevede la pena dell'omicidio colposo. Una veloce inversione di percorso visto che in un primo tempo il pm Roberto Valli aveva optato per l'accusa di omicidio volontario. Nonostante il cambio d'imputazione resta comunque ai domiciliari l'avvocato che è anche assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera, Massimo Adriatici, 47 anni, arrestato martedì notte dopo che intorno alle 22.15 un colpo partito dalla sua piccola calibro 22 regolarmente detenuta ha colpito al torace e ucciso Youns El Boussetaoui, un pregiudicato marocchino di 39 anni, nella locale piazza Meardi, davanti al «bar Ligure». Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 con una ambulanza e un'auto medica e hanno trasportato l'immigrato all'ospedale di Voghera. Inizialmente le condizioni dell'uomo, che sul momento non aveva neanche perso conoscenza, non sembravano gravi, poi sono via via peggiorate sino al decesso.

«Mi ha spinto ed è partito un colpo. Era furioso per la mia chiamata alla polizia» si è difeso Adriatici. Che - promotore di una ordinanza anti alcol emanata lo scorso 19 luglio ed entrata in vigore proprio la sera della tragedia - non si esclude si trovasse in piazza proprio per verificarne l'applicazione. Elemento però ancora tutto da chiarire.

Dalle indagini - che si basano oltre che sulla versione fornita da Adriatici anche sulle testimonianze dei clienti del bar - emergerebbe un fatto di sangue scaturito da una lite a parole degenerata in un parapiglia più che in una colluttazione vera e propria. L'assessore avrebbe notato il marocchino, su di giri, infastidire alcuni clienti seduti ai tavoli davanti al bar (c'è chi parla di una donna, ma su questo particolare non ci sono conferme). Tra i due sarebbe nato subito un movimentato battibecco quindi Adriatici, dopo averlo annunciato, avrebbe afferrato il telefonino per chiamare il commissariato e segnalare quanto stava accadendo. Un gesto non gradito al marocchino che, una volta raggiunto l'assessore, gli avrebbe messo le mani addosso spingendolo. Gesto che ha causato la caduta dell'assessore a terra e anche lo sparo accidentale, uno solo ma purtroppo fatale.

A questo punto entra in gioco una testimonianza, riferita ieri sera in piazza da relato da un albanese, uno straniero anche lui residente a Voghera e arrivato davanti al bar immediatamente aver sentito lo sparo. «Quando ho domandato cosa fosse accaduto un testimone che sosteneva di aver seguito tutte le fasi della vicenda in diretta mi ha raccontato che il marocchino poco prima si era rivolto all'assessore dicendogli Perché non mi saluti? per poi lanciargli addosso immediatamente dopo la bottiglia di birra che stava bevendo. Solo allora Adriatici avrebbe preso il telefono per chiamare le forze dell'ordine ed è così che è nata la colluttazione durante la quale c'è stato lo sparo». L'udienza di convalida dell'arresto dell'ormai ex assessore (si è autosospeso) è attesa tra oggi e domani: il gip dovrà valutare anche se mantenere gli arresti domiciliari o optare per un'altra misura cautelare.

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