Porto, Merlo agli industriali: «Andate a imparare il cinese»

Porto, Merlo agli industriali: «Andate a imparare il cinese»

(...) per collegare Genova a Rotterdam e, quindi, le merci in arrivo nel porto della Lanterna ai destinatari finali nel Nord Europa). Ma è anche vero che lo stesso Moretti ha sempre detto, in sostanza: «Ditemi come devo spendere i soldi, e vi costruisco quello che volete». Ora, non solo i soldi ci sono - il governo ha appena stanziato una prima tranche di 500 milioni di euro, che nonostante quello che sostengono i pessimisti a oltranza, non sono proprio bruscolini -, ma la notizia delle difficoltà, diciamo così, dei lavori in Val di Susa potrebbe orientare gli sforzi sull’unica alternativa credibile e possibile: la linea ferroviaria «bassa», quella che passa lungo la costa ligure e arriva a Genova. Che diventa così lo snodo più logico e funzionale per instradare le merci verso nord.
Come? Ovviamente, solo tramite il Terzo valico! Da una impostazione di questo tipo, guadagnerebbe certamente la Liguria, ma anche tutto il sistema dei trasporti europeo che troverebbe una soluzione adeguata alle necessità di smaltimento veloce e «ad alta capacità» delle merci provenienti, in particolare, dal Far East.
In questo scenario si inserisce anche la nomina, da parte del governo, di Walter Lupi a Commissario per il Terzo Valico. Lo ha comunicato il presidente della Commissione Trasporti del Senato Luigi Grillo (Pdl), a margine di un convegno sul progetto di legge di riforma dei porti promosso dalla Cisl nella sede dell’Autorità portuale. La nomina è stata decisa nell’ultima seduta del Consiglio dei ministri di fine agosto, ha spiegato il senatore, insieme a quella di altri otto Commissari per altrettante grandi opere. Nei mesi scorsi Lupi era stato prosciolto da quattro capi d’imputazione nella vicenda legata alla ristrutturazione di un pubblico alloggio con l’uso di fondi pubblici a Mulinetti, e deve ancora rispondere solo di un’imputazione minore (abuso d’ufficio) relativamente alla stessa vicenda. Nel corso del convegno sui porti, Grillo ha dichiarato fra l’altro che «è più vicina l’approvazione della legge di riforma degli scali italiani. Sono tanti ormai i punti condivisi con tutte le parti coinvolte ed entro l’anno si potrebbe concludere l’iter. Siamo d’accordo - ha aggiunto il senatore del Pdl - su una nuova governance che dia più poteri ai presidenti dei porti e limiti quelli dei comitati portuali e c’è accordo sulla eliminazione del diritto di sospensiva del Tar per la realizzazione delle opere portuali e sulla classificazione dei porti». Nel frattempo, sempre in termini di terminal, ponti e calate genovesi, arriva una precisazione del presidente dell’Authority, Luigi Merlo, a proposito delle critiche espresse dal numero uno di Confindustria Genova, Giovanni Calvini che aveva definito «illogico» il bando di gara del Multipurpose: «Non è corretto dire che io abbia impostato il bando di gara per il terminal Multipurpose sul dualismo tra operatori portuali stranieri e genovesi - tuona Merlo -. A me interessano gli operatori bravi, in grado di portare traffico e di portare crescita. Se sono di Busalla, di Rivarolo o di Shanghai per me è uguale. La sfida è un’opportunità locale di giocare su una scala diversa. Qui non c’è un problema di lingua, semmai sono i genovesi che devono imparare il cinese, e non i cinesi a dovere imparare il genovese. Io - conclude Merlo, che intanto vuole portare le sedute del Comitato portuale in diretta tv - sono pronto a farlo se questo può fare crescere il porto di Genova».
Infine il Comitato portuale ha approvato il bando di gara per l’assegnazione del Multipurpose, al centro dell’inchiesta della magistratura che due anni fa portò all’arresto dell’allora presidente dell’Autorità Giovanni Novi. I voti favorevoli sono stati 17, compresi quelli degli enti locali, contrari gli agenti marittimi e gli industriali, astenute le Ferrovie. Ma i terminalisti Clerici e Messina hanno subito annunciato che chiederanno i danni «per decine di milioni» per la revoca della concessione ottenuta nel 2004 e che finì nel mirino della magistratura. Ignazio Messina e Alfonso Clerici, che non hanno partecipato al voto per evitare il conflitto di interessi, hanno annunciato anche che parteciperanno comunque alla gara bandita oggi. «Quando abbiamo ottenuto la concessione per 25 anni - hanno affermato - abbiamo fatto grandi investimenti che ora sono stati vanificati. Chiediamo perciò i danni anche se dovessimo vincere la nuova gara».