In Provincia la Lega Nord sparisce e l’Udc ingrassa

Ha raccolto il cinque per cento del 2007 ma resta senza rappresentanti in provincia di Genova. È la Lega Nord che ieri, ufficialmente, ha perso il suo rappresentante in consiglio provinciale. Marco Limoncini ha fatto armi e bagagli e ha aderito al gruppo dell’Udc dopo la sua candidatura nelle file dei democratici cristiani alle regionali e la successiva elezione. Una scelta salutata con entusiasmo dai consiglieri del suo gruppo e anche da quelli del partito Democratico: «Limoncini ha deciso di confrontarsi con la preferenza unica e i suoi elettori lo hanno seguito anche se ha cambiato partito e schieramento» ha commentato il capogruppo del Pd Gabriele Gronda.
«Ho scelto di aderire all’Unione di centro dopo che ho capito come non fosse più possibile lavorare per il territorio all’interno della Lega Nord - ha detto Limoncini -. Mi sono trovato a lavorare con due presidenti, Alessandro Repetto e Claudio Burlando, che si sono rivelati amici della mia valle e chi è amico della Fontanabuona è mio amico».
La Lega rimane senza nessun rappresentante, tema rilanciato dal consigliere del Pdl Paolo Bianchini che ha chiesto a Limoncini di dimettersi così come Raffaella Della Bianca, eletta anche lei in consiglio regionale: «Per coerenza fai come ho fatto io, lascia». Ma il neo consigliere del partito di Casini a lasciare non ci pensa nemmeno. Già dovrà abbandonare (per legge) la poltrona di primo cittadino di Cicagna e, ad abbandonare palazzo Spinola non ci ha pensato nemmeno un secondo.
Dall’altra parte, ad ingrassare sempre di più è il gruppo dell’Udc che ad oggi conta ben quattro consiglieri mentre ai nastri di partenza aveva un unico eletto, Giovanni Collorado. Prima di Limoncini, a salire sul carro dei centristi, erano stati i pidini Daniele Biagioni e Alfonso Gioia. Lo stesso partito che alle provinciali raccolse intorno al 3 per cento.

Immagine strip mobile Immagine strip desktop e tablet

Commenti