Quanti pentiti della sinistra nel listino Polverini

RomaSono l’allegra (e un po’ sinistra) brigata di Renata Polverini. Allegra, sì. Perché se come pare - e come ai magistrati piace - la lista provinciale romana del Pdl resterà fuori dalle elezioni regionali dei prossimi 28 e 29, i candidati della lista civica «Renata Polverini presidente» potrebbero fare la parte del leone nel prossimo Consiglio regionale, venendo eletti numerosi: gli ultimi sondaggi danno la lista al 15 per cento, ed è probabile che i consensi potrebbero aumentare, se dal Pdl fuorigioco arriverà l’ordine di scuderia per l’elettorato sbandato di scegliere la compagine senza etichetta politica piuttosto che rafforzare gli alleati dell’Udc e della Destra, sui quali vige una sana diffidenza. Diciamo che i «polverini» alla Pisana potrebbero essere almeno una dozzina, cifra record per una lista civica a queste latitudini.
Quindi, todos (o quasi) caballeros. Compreso sicuramente qualcuno dei candidati con il curriculum meno specchiato, almeno visto da centrodestra. Ecco: è il momento di spiegare quella compagnia un po’ sinistra dell’attacco. Proprio così: più d’uno dei quarantuno in lista ha trascorsi nelle fila del centrosinistra, di solito all’interno di un percorso più ondivago di un ubriaco che torni a casa dall’osteria. Vediamo qualche caso.
Al numero 8 c’è Bafundi Gianfranco di anni 57, di formazione democristiana, che nella seconda metà degli anni Novanta entrò in Forza Italia, diventandone vicecoordinatore per il Lazio e facendosi eleggere al Consiglio provinciale; fu anche assessore al Bilancio e personale. Nel 2005 l’elezione a consigliere regionale nell’Udc. Poi, l’anno dopo, il salto del fosso: passa all’Udeur e infine direttamente al gruppo Pd-L’Ulivo. Come tale è tuttora accreditato nel sito della Regione Lazio. Se non è tenere i piedi in due staffe questo...
Passiamo alla casella numero 9, occupata da Battilocchio Alessandro di anni 32. Giovane entusiasta socialista nel senso più italiano del termine: e quindi un po’ qua e un po’ là. Dapprima assessore Sdi nel suo paesino, Tolfa, poi sindaco nel centrosinistra nel 2001, quindi giovanissimo europarlamentare con il Nuovo Psi nel 2004, infine «trombato» nel tentativo di tornare a Bruxelles nelle fila di Sinistra e Libertà nel 2009. E ora approdato in questa ciurma di avventurieri che fa capo alla sindacalista dell’Ugl.
Al numero 13 ecco Casciani Gilberto di anni 54, eletto nel 2008 consigliere comunale come capolista dell’Italia dei Valori, poi trasferito armi e bagagli nel gruppo Amore per Roma a sostegno di Gianni Alemanno. Tre posizioni più in basso, alla 16, Gangemi Valeria Giuseppa di anni 42, che nel 2004 si candidò alle elezioni europee nella lista Uniti nell’Ulivo che aveva tra i suoi candidati Lilli Gruber e l’attuale presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. Ancora: al numero 19 spicca Guerci Paola di anni 41, un passato da assessore nella giunta provinciale di centrodestra guidata da Silvano Moffa ma anche un più recente «flirt» con Walter Veltroni, per la cui lista civica (ma è un vizio!) si candidò nel 2006 al Comune. Fu ricompensata per il suo impegno con la presidenza dell’Ipab Santa Maria in Aquiro. Poi nel 2008 si presentò in Campidoglio direttamente con il Pd ma l’inopinata sconfitta del centrosinistra le tolse il seggio da sotto il sedere. Ma non finisce qui: il numero 25 è Miele Angelo, di anni 62, già sindaco di Valmontone nonché consigliere provinciale eletto nelle fila dello Sdi. Non certo di sinistra, ma con qualche scheletro nell’urna è anche il numero 30 Paris Antonio di anni 59, che nel lontano 1992 venne eletto sindaco di Capena per la Dc ma con i voti anche di Psi, Psdi e Sinistra indipendente. Un peccatuccio anche per Pascucci Rocco di anni 56, candidato nel 2006 al Senato nelle file dell’Udeur di Clemente Mastella che sosteneva, con pochissima convinzione, il candidato premier Romano Prodi. E poi c’è il caso di Villoresi Maria Pamela, di anni 53, numero 3. L’attrice è al suo primo impegno politico. Ma di lei si ricorda che nel 2006 firmò con tanti altri esponenti del mondo dell’arte e dello spettacolo un appello per difendere la legge 194, quella che rende legale l’aborto. Che ne pensa Tarzia Olimpia, candidata numero 6, fondatrice del Movimento per la vita, esperta in bioetica e antiabortista convinta?

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