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Che figura da Gruber, basta quote rosa e Belfast: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: lo scontro a La7, la proposta di Ravetto e Vannacci

Che figura da Gruber, basta quote rosa e Belfast: quindi, oggi…
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  • Oggi brevi ma intensi.

  • Partiamo dalla sfida tra Lilli Gruber e il generale Roberto Vannacci. Chi ha vinto? Beh, difficile stabilirlo. Però di sicuro lei ha fatto la solita figura della sotuttoio che non ascolta manco le risposte alle domande che pone.

  • Che poi, a dire il vero, non è che ne abbia poste chissà quante: il più delle volte la conduttrice fa affermazioni sull’idea che si è fatta dell’interlocutore, qualsiasi cosa questi sostenga sul momento. Infatti a un certo punto ha pure fatto una domanda su un argomento a cui Vannacci aveva già risposto.

  • Momento magico quanto il generale le chiede: mi faccia un esempio di Paesi con cui non abbiamo accordi per il rimpatrio dei migranti. E lei balbetta. Non sa. Poi scivola via cambiando argomento.

  • Ecco alcune delle intelligentissimi affermazioni avanzate dalla Gruber a Vannacci: “ “Lei è un marito fedele?”, “La famiglia naturale non esiste più da molto tempo”, “Lei sembra ossessionato dagli Lgbt”, “E se scoprissimo che lei è gay? Emigrerebbe dove avrebbe tutti i diritti?”, “E se sua figlia le dicesse di essere omosessuale?”, “Nell’idea di Vannacci la moglie lava i piatti per il coniuge”.

  • A un certo punto Lilli si innervosisce perché il generale la accusa di essere a favore delle porte aperte per i migranti. Dice Gruber: "Non dica delle sciocchezze. Ho sempre detto che l'immigrazione va gestita, non va strumentalizzata". Peccato che un secondo prima abbia messo in bocca a Vannacci cose da lui mai dette. Vabbé.

  • La proposta di Ravetto di ridurre le quote rosa? Giusto così. Ormai il tema non è più un’emergenza (se mai lo è stata) e le donne sono alla guida dei due maggiori partiti del Paese: ci pensino loro, senza obblighi di legge, a riempire le liste di signore. Obbligare tutti a farlo, anche chi ha meno disponibilità di classe dirigente, significa infilare in buone posizioni di lista gente non sulla base del merito politico ma solo dell’appartenenza di genere. Ed è una scemenza.

  • Quanto successo a Belfast è orribile. E sì: la violenza di un richiedente asilo che cava un occhio ad un irlandese fa arrabbiare 10 volte più che se lo stesso crimine lo avesse commesso un locale. Perché se approdi in un Paese e chiedi accoglienza, ricevendo un permesso di soggiorno per cinque benedetti anni, il minimo che puoi fare è rispettare tutte le regole. Tutte. Fino in fondo. Andatelo a dire al tizio che oggi non ha più un occhio che, se le regole dell’immigrazione fossero state più stringenti, lui oggi ci vedrebbe ancora bene.

  • Però, dico però, le scene viste a Belfast (incendi ecc ecc) non sono accettabili. E chi ha criticato Black Lives Matter per lo stesso motivo deve avere il coraggio di non fare finta di niente. Nulla giustifica le violenze di piazza. Nulla. Manco un immigrato che cerca di sgozzare un cittadino.

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