- Questa storia che i ragazzi che fanno la maturità vengono festeggiati e premiati dai genitori come se avessero ottenuto una laurea magistrale è il segno definitivo della distruzione dei nostri tempi.
- C’è stata polemica, in Italia e in Svizzera, per i ragazzi di Crans Montana che da noi sono stati promossi, nonostante abbiano saltato metà anno, mentre di là dalle Alpi sono stati bocciati. Chi ha fatto bene? Da un punto di vista di pancia, la risposta potrebbe essere l’Italia. Ma la verità è che se la scuola venisse considerata per quello che è, ovvero un luogo dove si imparano cose, la decisione più logica è quella svizzera. Che sta pensando al loro futuro da persone istruite, nonostante tutte le sfortune.
- La Lazio si supera in tutto. Anche nel fatto che dovrà risarcire una calciatrice a cui ha annullato il contratto quando ha scoperto, a inizio stagione, che era incinta. Capisco tutto. Capisco che tecnicamente forse non avrebbe superato le visite mediche. Però una società quotata come la Lazio non può permettersi una figuraccia del genere solo per risparmiare uno stipendio, tra l’altro di una calciatrice donna. Robe da pazzi.
- Le Pen lancia il grande piano di sviluppo dell’aria condizionata in Francia. "Ci opponiamo da venti anni agli accordi di libero scambio. Quando dicevamo che il 50% dell’impatto di CO2 è legato alle importazioni, avevamo ragione. Quando difendevamo il nucleare e l’idroelettrico, perché li consideriamo energie stabili e abbondanti, avevamo ragione", ha dichiarato. "È vergognoso che bebè appena nati negli ospedali, persone anziane e malate siano costrette a sopportare un’afa che uccide". Adoro. L’idea che la campagna elettorale si giochi sul climatizzatore mi fa spisciare.
- Sapete chi c’era fuori da Rebibbia ad accogliere Gianni Alemanno? Paolo Diop, politico maceratese che intervistai anni fa dedicandogli uno dei titoli meglio riusciti: “Io, negro e fascista affascinato da Salvini”. Adesso dovrei riscriverlo con Vannacci.
- Quella che vedete in questo video qui sotto si chiama Stefania Collesei, consigliera comunale del Pd a Firenze, la quale in un intervento di un paio di giorni fa, durante una discussione su caldo, politiche verdi e divieti vari, se n’è uscita con questa classificazione ideologica di chi viaggia in tramvia. Ma guardate: il problema di questa affermazione non sta nel fatto che la Collesei abbia schedato i passeggeri sulla base dell’appartenenza di genere — siamo sicuri, poi, che tutte quelle donne in tramvia si percepiscano davvero come donne? — o per il colore della pelle — non bisognava evitare di etichettare le persone e generalizzare sulle etnie? Il problema sta tutto nella seconda parte dell’affermazione.
- La consigliera dem infatti intende “lavorarci su” per far sì che i manager fiorentini, ma a questo punto immaginiamo anche operai, impiegati e disoccupati, smettano di preferire l’automobile, facendo di tutto per fargli cambiare abitudini.
- Tradotto dal burocratese eco-progressista, significa che loro, cioè l’amministrazione pubblica, vogliono decidere per noi come dobbiamo muoverci, nonostante la libertà di movimento sia uno dei cardini delle libertà individuali.
- E attenzione: questi ragionamenti non puntano soltanto a introdurre incentivi verdi, tipo abbassare il costo degli abbonamenti o rendere più conveniente il trasporto pubblico. No. L’obiettivo dichiarato sembra essere quello di scoraggiare e limitare certi comportamenti per rieducare chi continua a preferire l’automobile.
- In sostanza, il messaggio è questo: non devi scegliere tu come spostarti. Devi scegliere come ritengono giusto che tu ti sposti. Ed è qui che il ragionamento smette di essere ambientale e diventa ideologico.
- Il dramma di Mark Rutte è che il segretario della Nato era probabilmente convinto di fare un favore all’Italia (difendendola dalle accuse di Trump di non aver fatto abbastanza) e invece ha finito con lo scatenare un pandemonio in politica interna, visto il
dibattito che c’era stato su Sigonella qualche settimana fa. Ovviamente si tratta di una polemica nel nulla, come ha ben spiegato la Difesa. Però forse la prossima volta meglio pensare due volte a quello che si sta per dire…