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Questo grafico sbugiarda Schlein, il segreto di Meloni e Minetti: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: i ballottaggi delle amministrative, il caso Vannacci e Cipriani

Youtrend
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- Ok, quindi chi ha vinto le elezioni amministrative alla fine? Renzi, al primo turno, diceva: bisogna aspettare i ballottaggi. E i ballottaggi che hanno detto? Che, a fare i conti della serva, tutto è rimasto invariato. Un pareggio. Con l’unico problema, per il centrosinistra, che da un punto di vista politico-mediatico l’unica città che contava davvero, o che il centrosinistra aveva spacciato in campagna elettorale come la svolta in vista della conquista di Palazzo Chigi, era Venezia. E a Venezia ha vinto il centrodestra. Quindi, al netto di questo o di quel Comune passato di qua o di là, sfide locali di cui non ricorderemo nulla tra pochi giorni, quando ripenseremo a questo momento ci resterà in testa solo il dato veneziano.

- Questo non vuol dire che Elly Schlein si avvii verso la sconfitta alle elezioni politiche (vi ricordo che nei territori il M5S, che parla in sostanza solo di assistenzialismo e lotta alla Casta, cioè temi nazionali, non prende quasi mai un voto). Però è clamoroso, come segnale, che dopo quattro anni di governo Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni (nonostante gli errori, come li fanno tutti) siano ancora lì in testa ai sondaggi e che, nonostante la sconfitta al referendum sulla giustizia, non abbiano di fatto perso neppure un voto.

- Mi sono dato una risposta a questa domanda? Sì. E credo che il vero segreto di Meloni sia solo ed esclusivamente Giorgia Meloni. Ispira fiducia. È una donna, quindi meno avvezza a cadere negli scandali che hanno azzoppato grandi leader del passato. Ispira tranquillità in chi la guarda e pensa: beh, le affiderei casa mia. Non scrivo tutto questo per compiacerla, sapete a me che me ne frega: vivo a Bormio e certo non parliamo al telefono. Dico che un motivo per mantenere questo ipotetico livello di consenso ci deve essere, nonostante Pozzolo, nonostante Delmastro, nonostante il referendum, nonostante la guerra, la benzina a 2 euro e le tasse sul ceto medio che, forse, dico forse, non sono scese come speravamo.

- Pare che a Bari alcune schede Sim, con cui venivano impartiti ordini dai mafiosi all’interno del carcere a quelli all’esterno, siano arrivate dietro le sbarre grazie a limonate appassionate tra un detenuto e la fidanzata. Il tutto durante un colloquio. Certo che al crimine organizzato bisogna riconoscere una certa fantasia.

- Elly Schlein, io capisco che bisogna cantare vittoria anche quando c’è poca ciccia, altrimenti alle Politiche si rischia il flop. Però prendere per i fondelli gli elettori pare un po’ eccessivo. Ha vinto la destra in questa tornata di amministrative? No. Ma non ha vinto neppure la coalizione progressista, dai. Non si può dire: “Vedo che Giorgia Meloni continua ad avere problemi con la calcolatrice. Su 18 capoluoghi al voto, tra primo turno e ballottaggi, al centrosinistra vanno 10 sindaci e al centrodestra 6”. Perché è una bufala bella e buona. O meglio: è come mettere a confronto le pere con le mele. Perché quando si fanno questi confronti occorre conoscere da dove si è partiti. E cioè: quanti sindaci aveva già il centrosinistra in questi 18 capoluoghi? Ecco. La verità è che il campo largo è passato da 8 a 10, quindi +2. Mentre il centrodestra è passato da 5 a 6, quindi +1. Tradotto: nessuna vera sostanziale differenza. A questo si aggiunga, come riporta Lorenzo Pregliasco di YouTrend, che “il bilancio complessivo, tenendo conto non solo dei capoluoghi ma di tutti i comuni sopra i 15mila abitanti”, è il seguente: “il centrosinistra perde 9 sindaci, il centrodestra 2, altri/civici crescono di 11”. Ecco: io, se fossi in Elly, non canterei vittoria, avendo oggi meno sindaci di quanti ne avessi ieri nei grandi comuni.

- L’ultimo sondaggio dice che Futuro Nazionale di Vannacci sarebbe a 1 punto di distanza dalla Lega. Questo si tradurrà in voti reali alle elezioni del 2027? Non lo so. Perché spesso scatta il “voto utile” e dipende da dove si posizionerà il generale, se dentro o fuori dalla coalizione: lo dimostra il caso di Vigevano, dove la metà degli elettori vannacciani non avrebbe seguito il suo invito a disertare le urne al ballottaggio (gli elettori hanno preferito votare il candidato sindaco di Forza Italia piuttosto che nessuno). Però attenzione a dare un significato nazionale a questo successo nella piccola città lombarda. Perché, paradossalmente, Vannacci è un po’ come il M5S: più forte a livello nazionale di quanto, al momento, non sia in grado di esserlo a livello locale.

- Ho letto la richiesta di risarcimento avanzata da Giuseppe Cipriani ai danni di Marco Travaglio e devo dire che, se fanno sul serio, stavolta Il Fatto Quotidiano rischia non poco.

Anche perché magari in Italia possono trovare un giudice in grado di ritenere il loro lavoro “impeccabile”, nonostante le loro tesi risultino smentite anche dalla loro fonte primaria (la massaggiatrice, la cui ritrattazione è clamorosa). Ma negli Stati Uniti, più precisamente nello Stato di New York, sarà tutta un’altra storia.

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