Oggi giornata leggera, nel senso che non ci sono troppe grosse notizie da dare.
La più succulenta è quella di Ranucci che, passato per una volta dall’altra parte della barricata, scopre quanto sia brutto finire nel mirino di giornali e tv che pubblicano di tutto e di più sulla tua vita, sulle tue amicizie, sulle indagini che riguardano te o la bomba finita sotto la tua auto. Benvenuto nel club dei garantisti, caro Sigfrido.
Ricordo che Ranucci, ospite all'assemblea dell'Associazione nazionale magistrati, accolto da un lungo applauso, disse: «Dobbiamo combattere perché ci sia la libertà di stampa e venga approvata la legge sulle liti temerarie, sulle querele che cercano di mettere il bavaglio a noi giornalisti, e questo vuol dire impedire di informarvi, di fare scelte consapevoli. Tutti noi dobbiamo impegnarci per difendere il diritto ad essere informati: non possiamo consentire a nessuno, con le sue scelte, di renderci infelici». Perché l’informazione serve a «svelare quello che accade nelle zone d'ombra, nei centri occulti per soffocare la democrazia e impedire di continuare a coltivare la memoria, che vogliono cancellarci con iniziative che ci stanno consegnando all'oblio di Stato». Insomma: questo era Mr. «No alle querele temerarie». E ora che fa? Adesso ha deciso di denunciare e querelare tutti quelli che hanno anche solo ipotizzato che la bomba gli abbia fatto un favore o che stanno pubblicando i brogliacci e le carte delle indagini. Ci prendi per i fondelli, Sigfrido?
Mario Adinolfi si difende e sostiene di non aver mai fregato alcuna vecchietta. Ma solo di aver raccolto soldi per giocare. Noi vogliamo credergli, però... è mai possibile che uno che si candida a essere il volto del cattolicesimo intransigente non riesca a stare lontano, anche solo per errore, da situazioni che rischiano di gettarti fango addosso?
Adesso tutti si allarmano perché Volkswagen ha deciso di tagliare altri 50mila posti di lavoro, facendo arrivare il conto degli esuberi a 100mila. Ma signori miei: dove eravate quando facevamo notare che la rincorsa all’elettrico a tutti i costi e la demonizzazione dell’auto in quanto tale, perché inquinante, un giorno avrebbero portato le nuove generazioni a schifare il mezzo, riducendone gli acquisti, e avrebbero messo fuori mercato l’industria automobilistica europea? A volte è brutto avere ragione. Però... avevamo ragione.
Avete presente il tizio, pare militante vannacciano, che a San Benedetto del Tronto ha aggredito quell’iracheno con cui aveva avuto un alterco? Prima cosa da dire: io non l’avrei fatto, perché per certe situazioni esistono i poliziotti. Secondo: ha fatto qualcosa di così grave? Insomma: alla fine si è trattato di una rissa, niente più e niente meno. Trovo molto più scandalose quelle battaglie a colpi di mazze e mannaie di cui sono piene le cronache. Terzo: vannacciano o meno, probabilmente il comportamento di quel tizio — che fosse iracheno poco importa — avrebbe fatto perdere la pazienza anche a Padre Pio.
L’avvocato di Ranucci dice che Ranucci e altri giornalisti di Report hanno “presentato atto di denuncia e querela per rivelazione del segreto di ufficio e del segreto investigativo” come “contenuti di intercettazioni telefoniche, di brogliacci e di verbali di sommarie informazioni testimoniali relative alla indagine tuttora in corso e di elevatissima delicatezza per il grave attentato dinamitardo nei confronti del dottor Sigfrido Ranucci, con conseguente pubblicazione sulle testate il Domani e La Verità, da cui deriva grave pregiudizio alle investigazioni, aggravamento dell’esposizione al rischio e pregiudizio reputazionale per l’uso parziale e strumentale a narrazioni distorte”. Ma come: mi volete dire che da oggi in poi Report non pubblicherà più notizie coperte da segreto se mai le avesse in mano? Ovviamente, lo farà. Il legale ci tiene a far sapere infatti che non ce l’hanno coi giornalisti che hanno pubblicato le carte, ma con chi le ha fornite loro. Che in realtà puzza di paraculata lontano un miglio. Perché se ci credono davvero, allora la prossima volta che una fonte della Procura dirà a Report qualcosa di “segreto”, ci aspettiamo che Ranucci vada dalla polizia a denunciare anche la propria fonte. No?
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