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La remigrazione degli Zulu, la verità sul pizzaiolo ucciso e Bastoni: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: le proteste anti-migranti in Sudafrica, la rivolta dei lefevbriani e Salvini

La remigrazione degli Zulu, la verità sul pizzaiolo ucciso e Bastoni: quindi, oggi…

  • Bastoni è innocente, ricordatelo, fino a prova contraria. Ora andate pure a leggervi le notizie, se volete. Noi qui, per ora, sospendiamo ogni giudizio.

  • Mi puzza lontano un miglio il fatto che la Procura europea abbia messo nel mirino proprio Identità e Democrazia, ovvero il gruppo Ue del Rassemblement National di Marine Le Pen. Devo dire che dopo il patetico pastrocchio sul Qatargate, quando si aprono queste inchieste viene voglia di tenersi alla larga.

  • Beh: sappiate che in Sudafrica c’è un gran casino perché si sono formati dei gruppi anti-migranti. In Sudafrica. In sostanza ci sono alcuni gruppi etnici, in particolare gli Zulu, che non vogliono troppi stranieri e invocano, in buona sostanza, la remigrazione. Neri che cacciano altri neri. Cioè: gli Zulu come Vannacci. Meraviglioso.

  • Non voglio dare ragione al movimento dei March and March, autore di un ultimatum al governo sudafricano per imporre che da domani tutti i clandestini vengano rimpatriati. Non credo sia questo il modo di gestire il fenomeno. Però il fatto che pure gli Zulu sudafricani chiedano di bloccare l’immigrazione incontrollata e i suoi drammatici effetti deve farci capire, o dovrebbe farlo capire agli amici progressisti, che decantare l’inclusione e far finta che il problema non esista non sono grandi idee. E men che meno lo è buttare tutto in caciara sul razzismo o sul sentimento retrogrado anti-stranieri del maschio bianco occidentale. Perché, a quanto pare, quando “l’invasione” supera certe soglie le stesse identiche reazioni le hanno anche i maschi neri africani.

  • LeBron James proseguirà la sua carriera nell’NBA, ma non con i Los Angeles Lakers. Fenomeno, eh. Ma non so se lo stia facendo per amore del gioco o più delle statistiche.

  • Guardate che c’è del clamoroso in quello che è successo oggi. L’Oms urla al mondo che in Italia sono morte cinque persone a causa del caldo, e poi il ministero smentisce che questi decessi ci siano stati davvero. Sarà una questione di “dati reali” e “analisi statistiche”, come ci spiegheranno. Certo che dopo il Covid questi dell’Oms non devono ancora aver capito bene come si gestisce la comunicazione.

  • Parliamo del pizzaiolo morto a Reggio Emilia. A sinistra è tutto un prendere in giro la Lega che ha chiesto la remigrazione per il killer, che poi si è scoperto essere italiano. Signori miei, andateci piano. La notizia del fatto che l’assassino fosse straniero non se l’è inventata Salvini, ma l’hanno battuta tutte le agenzie (Ansa, LaPresse) e l’hanno ribadita anche i media nazionali meno attenti a scrivere se il criminale è immigrato o meno (Repubblica riportava il fatto che fosse straniero). Insomma: se poi in realtà il killer si rivela essere italiano, che colpa ne hanno i leghisti?

  • Il signore mascherato sul carro del Pride di Milano che ha accusato Salvini di aver fatto “pomp*ni ai trans” durante le feste a Ponte di Legno si chiama Lorenzo Pezzotti. E voi direte: questo delirava. Certo che delirava. E infatti non solo Salvini ha annunciato querela, costringendo il suddetto performer a chiedere scusa con un paradossale quanto poco convincente video in cui dà la colpa dei suoi sproloqui al caldo, allo spritz e al non aver dormito. Ci manca solo il cambiamento climatico e siamo a cavallo. Qui il punto vero è un altro. Anzi, sono due. Primo: prendiamo per buona l’ipotesi che l’ondata di calore gli abbia dato alla testa, ma è mai possibile che nessuno di quelli presenti sul carro che sfilava per le vie di Milano, o qualcuno dei 350mila presenti, abbia alzato il ditino per dire: amico mio, ma che diavolo dici? Perché tanto odio verso una persona durante quella che dovrebbe essere la festa dell’inclusività? Perché lanciare certe accuse senza che il diretto interessato possa replicare? Niente di niente. Anzi: nel video si sente qualche risata entusiasta. Neppure Elodie e la compagna Francesca, presenti a due passi dal tizio col microfono, hanno fatto manco finta di scandalizzarsi. Tutto normale, come se le prediche sui discorsi d’odio e l’umanità da riscoprire fossero solo, e forse lo sono davvero, parole al vento di chi farfuglia di intolleranza ogni tre per due e poi si comporta all’opposto. Secondo punto: il silenzio. Il silenzio assordante dei media progressisti che hanno banalmente fatto finta di nulla, come se non fosse successo, come se le campagne “Odiare ti costa” non fossero mai state lanciate, come se le Commissioni contro l’odio non fossero una loro battaglia. Provate a immaginare, ora, se dal carro del Vannacci Pride qualcuno urlasse al microfono che Elly Schlein, Laura Boldrini o un’altra qualsiasi donna politica, anche di destra, è solita fare pomp*ini nei bagni delle feste della birra. Avremmo già in campo editorialisti, commentatori e caschi blu dell’Onu. Altro che banali scuse sui social.

  • I lefebvriani sbagliano perché fuori dalla Chiesa non v’è salvezza. Ma qualche errore qui l’ha commesso anche il Vaticano, con il precedente Papa, che non è riuscito, o non ha voluto, completare l’opera di riavvicinamento iniziata da Benedetto XVI.

  • In ogni caso mi sorprende che mentre i musulmani aumentano i loro fedeli e, anche tra i meno religiosi, dimostrano un deciso attaccamento ai valori della propria fede, da noi chi cerca un po’ di Tradizione viene trattato come un retrogrado. Purtroppo, se mai si arriverà davvero a un confronto, numerico e non solo, tra cristianesimo e islam, siamo destinati a soccombere.

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