- Scopro che stasera Piazzapulita dedica un’inchiesta esclusiva su tal Giancarlo Devasini perché “di lui non esistono immagini se non vecchie foto. Non si sa quasi nulla. Eppure è l'uomo più ricco d'Italia e uno dei più ricchi al mondo”. E sti grandissimi cavoli? Ma perché dovrebbe interessarmi come è diventato ricco uno ricco, se non si occupa di politica e non ha mai cercato visibilità? Mah.
- C’è della follia nel punire un tizio che espone uno striscione politico a scuola? Forse no. Ma fargli scrivere una tesina dal titolo “Gli africani siamo noi” è davvero senza senso. In classe si vede di tutto: Pro Pal, sinistra, Lgbt e chi più ne ha più ne metta, ma appena compare uno striscione “di destra” ecco la punizione. Delirante.
- Ps: ha ragione da vendere Meloni quando sostiene che se c’è una cosa che proprio brucia alla sinistra è quella di non essere stata in grado di proporre un presidente del Consiglio donna prima che ci arrivassero quei “buzzurri” della destra. E vederli rosicare fa anche un po’ godere.
- Ci credo alla fine delle ostilità in Iran? Boh. Con Trump non si sa mai nulla. Direi che il momento giusto per tirare le somme sarà quando firmeranno davvero un accordo. Inutile sprecare inchiostro adesso.
- Io non ho nulla contro Laura Boldrini, ma questa proprio non mi va giù. Dopo essere stata tirata in ballo dalla premier Meloni, che l’ha accusata di indignarsi per la declinazione al maschile del suo ruolo e non per le parole “sessiste” del grillino, ecco cosa ha scritto sui social l’ex presidente della Camera: “La presidente del Consiglio non perde occasione per usare le istanze femministe a proprio uso e consumo, strumentalizzandole, anche nell’aula di Montecitorio. Sì, ho manifestato insofferenza quando il collega di FdI continuava a dire ‘signor presidente’ rivolgendosi a Giorgia Meloni perché considero ridicolo che una donna si faccia chiamare al maschile. Ridicolo e contrario alla grammatica italiana. Come considero deprecabile dire a una donna che ‘indossa le ginocchiere’ per rappresentarne la subordinazione politica a un uomo. Una frase, peraltro, successivamente chiarita dal collega Silvestri. La difesa delle donne, signora Presidente, passa da molte cose: dallo sradicamento degli stereotipi sessisti, dalla garanzia della parità salariale, dalla distribuzione del carico di cura dentro le famiglie, dal riconoscimento del sacrosanto principio del consenso nei rapporti sessuali, dal congedo genitoriale paritario, dall’educazione delle giovani generazioni al rispetto e all’uguaglianza. E passa anche dall’uso di un linguaggio che declini al femminile i ruoli rivestiti da donne, abbandonando l’idea che autorevolezza e prestigio passino dall’utilizzo del maschile. Indignarsi per una frase facilmente interpretabile in modo sessista pronunciata nell’aula di Montecitorio è giusto, ma rischia di risultare opportunista se si rivela solo un modo per attaccare gli avversari politici”.
- Quindi, fatemi capire. È giusto indignarsi per l’uscita del grillino, ma non avrebbe dovuto reagire, altrimenti diventa “opportunista”? E che doveva fare: incassare zitta e muta, magari tornando in cucina o a piegare i panni? Eddai, Laura Boldrini. Suvvia. Tutto questo post e alla fine sembra quasi che la colpa sia della Meloni, anziché di Silvestri.
Stavolta sarebbe bastato dire: il collega ha sbagliato, bene ha fatto Meloni a redarguire quel maschietto. Fine. Stop. È vero che vi sta sulle scatole, ma un minimo di solidarietà femminile verso la presidente del Consiglio dovreste anche dimostrarla. No?