Mille cantine censite, oltre 1.200 etichette selezionate e cinquanta Paesi rappresentati. Sono i numeri della quinta edizione di “Bollicine del mondo”, la guida online ideata da Paolo Marchi e Cinzia Benzi e presentata a Milano in occasione di Identità Milano 2026. Un progetto nato per osservare da vicino un settore in continua trasformazione e che, anno dopo anno, amplia il proprio raggio d’azione ben oltre i confini delle aree tradizionalmente associate alla produzione di spumanti.
Disponibile gratuitamente in italiano e in inglese, la guida si propone come uno strumento di consultazione rivolto sia agli appassionati di vino sia a chi ama viaggiare attraverso i territori dell’enogastronomia. L’obiettivo non è soltanto catalogare etichette e produttori, ma raccontare storie di aziende, tradizioni familiari, vitigni e territori, offrendo una panoramica internazionale del mondo delle bollicine attraverso un linguaggio accessibile anche ai non specialisti.
L’edizione 2026 segna un traguardo simbolico: il raggiungimento delle mille cantine recensite. Rispetto all’anno precedente si aggiungono 110 nuove realtà produttive, confermando la crescita di un progetto che punta a mappare la spumantistica mondiale in tutte le sue espressioni. Il 42% delle etichette recensite appartiene all’Italia, mentre il restante 58% accompagna il lettore alla scoperta dell’Europa e dei Paesi extraeuropei.
La Francia mantiene un ruolo centrale grazie a territori consolidati come Champagne, Alsazia, Borgogna, Loira e Jura, ma la geografia della guida si allarga ulteriormente. Tra le novità figurano infatti l’Istria e il Montenegro nel panorama europeo e la Corea del Sud tra i Paesi del resto del mondo. Un ampliamento che testimonia l’interesse crescente verso aree produttive meno conosciute, spesso lontane dai riflettori ma capaci di proporre interpretazioni originali del vino spumante.
Tra gli ingressi più significativi spicca il Brasile, protagonista di uno degli approfondimenti territoriali della nuova edizione. Il Paese sudamericano entra nella guida anche grazie alla denominazione Altos de Pinto Bandeira, considerata la prima denominazione d’origine del Nuovo Mondo dedicata esclusivamente agli spumanti metodo classico. Un segnale di come il comparto stia evolvendo in aree fino a pochi anni fa considerate marginali rispetto ai grandi riferimenti europei.
Accanto alle schede dedicate alle cantine e alle etichette, “Bollicine del mondo” propone una sezione di approfondimento intitolata “Non Solo Territori”, che raccoglie 33 itinerari dedicati alle principali aree vocate alla produzione di spumanti. Dall’Asti all’Irpinia, dal Trento Doc all’Etna, passando per Champagne, Alsazia, Borgogna, Cava e Corpinnat, fino a Cile, Argentina, Australia e Asia, la guida utilizza il vino come chiave di lettura per raccontare paesaggi, culture e tradizioni locali.
Alla base del progetto c’è il lavoro di un gruppo internazionale composto da diciassette esperti tra giornalisti, degustatori e professionisti del settore. Ogni scheda è firmata e attribuita a un autore preciso, una scelta che punta a garantire trasparenza e riconoscibilità del lavoro svolto. Le etichette recensite vengono degustate e raccontate attraverso testi sintetici che rinunciano a gran parte del linguaggio tecnico per privilegiare chiarezza e immediatezza.
La quinta edizione è stata anche l’occasione per assegnare una serie di riconoscimenti a personalità, produttori e comunicatori del mondo del vino. Tra questi l’omaggio a Richard Geoffroy, il premio per l’innovazione assegnato a Michel Loriot di Champagne Apollonis, il riconoscimento “Verso il futuro” a Zhewei Yu e quello dedicato al vitigno da scoprire alla Coda di Pecora dell’azienda Il Verro. Premi anche per giovani produttori, aziende familiari e figure della comunicazione che operano nel settore.
A cinque anni dal debutto, “Bollicine del mondo” continua così a proporsi come una fotografia in costante aggiornamento della spumantistica
internazionale. Una mappa che affianca ai territori più celebri nuove destinazioni e nuovi protagonisti, seguendo un comparto che oggi appare sempre meno concentrato in pochi luoghi simbolo e sempre più diffuso su scala globale.