Continuava a ricevere minacciosi e anonimi sms il noto talent scout di modelle e volti per lo spettacolo Franco Battaglia, titolare di una conosciutissima agenzia tra viale Abruzzi e via Eustachi. E quando si è rivolto agli investigatori del commissariato Città Studi ha scoperto che provenivano da una sua ex segretaria, una 36enne calabrese di nome Angela. Che, licenziatasi nel 2006 dallagenzia di Battaglia aveva intrapreso contro di lui una causa per mobbing ed era stata risarcita con ben 21mila euro (il suo legale ne aveva chiesti 35mila, ndr).
Alla fine di settembre di questanno, però, la donna aveva ricominciato a farsi viva con i messaggini telefonici, diventati via via sempre più sinistri. Naturalmente la donna voleva altri soldi, 70mila euro (aveva finito i 21mila? Probabilmente sì). E per ottenerli non andava molto per il sottile.
«Se non mi dai quanto richiesto mi rivolgerò a parenti appartenenti alla criminalità organizzata. Per quanto ho subito ho dovuto affrontare visite e disagi. E se non otterrò quel denaro ci andranno di mezzo degli innocenti: so dove abitano tua moglie e tua figlia».
I poliziotti del commissariato avevano cercato di rassicurare Battaglia sulle reali intenzioni della donna, ma il talent scout - impauritosi non poco allidea che la donna potesse commettere una follia, coinvolgendo loschi personaggi della ndrangheta e arrivando realmente a far del male a lui e ai suoi cari - era ormai decisissimo a pagare quei 70mila euro.
Gli investigatori, però, lo hanno convinto e protetto. E, in accordo con loro, Battaglia ha dunque deciso di consegnare i soldi alla donna dandole appuntamento giovedì scorso alle 11 davanti a un bar allangolo tra via Stoppani e via Maiocchi, proprio a due passi da casa sua e dal commissariato. La polizia, presente allincontro, ha documentato la consegna della busta contenente i contanti con immagini video e ha arrestato in flagranza la donna calabrese che era giunta sul posto da sola, a bordo di un taxi.