Frequentando Venezia, dove ormai appena entri ti scippano un ticket di cinque euro, e avendo una passione per tutto ciò che è storico - i centri storici, i negozi storici, i personaggi storici, le frasi storiche... - ieri abbiamo letto con curiosità tutti i giornali che titolavano sulla morte dello storico borseggiatore romeno Sorin Marian Postolache, detto Mika, stroncato da un infarto alle Zattere dopo aver derubato una coppia di turisti. La notizia, per i giornalisti, stava nel fatto che sui social la gente - evidentemente tutti giustizieri e fascisti - aveva esulato. Noi, che a questo punto non siamo giornalisti, invece abbiamo pensato che la notizia fossero i titoli, con quell’aggettivo: “storico”. Corriere della sera: “Muore Mika, storico borseggiatore veneziano”. Resto del Carlino: “Lo storico borseggiatore di Venezia si accascia e muore”. Open: “La fine di Mika, lo storico borseggiatore di turisti”. VeneziaToday: “Morto Mika, il borseggiatore storico”....
Lo storico artigiano, lo storico gondoliere, lo storico borseggiatore. Tutto si equivale... Poi ci credo che scoppi l’odio sui social.
Che poi. Sarà stato anche uno storico artista del furto. Ma appena prima di morire el gaveva fregà documenti e medicine salvavita a do veci, confondendosi tra la folla di un funerale. Aggettivazione alternativa a “storico”: “miserabile”, “abietto”, “vile”, “risorsa”.
Vabbè. Sappiamo come finirà. La sinistra locale esprimerà cordoglio, oggi lutto cittadino e domani sera fiaccolata per un concittadino morto tragicamente. Sul lavoro. Eh sì. Venezia non sarà più la stessa.
