Leggi il settimanale

Sacky indagato: dagli onori in Comune alle botte agli ebrei

Il rapper 25enne coinvolto nell'episodio di insulti e pugni a due universitari argentini

Sacky indagato: dagli onori in Comune alle botte agli ebrei
00:00 00:00

Un pugno secco, in faccia, che frantuma il naso di un ragazzo colpevole solo di indossare la kippah ebraica: tra gli aggressori, il rapper Sacky (nella foto con il sindaco Beppe Sala nell'aprile 2021). Eppure ce l'avevano messa tutta, le istituzioni e la società, per cercare di incanalare in modo utile e pacifica la rabbia di Sami Abou el Hassan detto Sacky. Sei anni fa don Claudio Burgio, il prete di strada che da anni si occupa di dare risposte al disagio delle periferie urbane, aveva accompagnato Sacky e il suo collega Rondo de Sosa fin nel cuore delle istituzioni cittadine, Palazzo Marino, a incontrare il sindaco Beppe Sala, pochi giorni dopo che nel loro quartiere, San Siro, era scoppiata una mezza rivolta. Già allora Sacky aveva alle spalle un paio di denunce. Ma la speranza era che due leader diventassero interlocutori del dialogo con la massa inquieta e a volte violenta degli immigrati di seconda generazione.

Invece no. Sacky è andato avanti per la sua strada, predicando violenza nei suoi testi ("problemi nei black block, carica la Glock", "le pistole in zona fanno rumore, la sera prego per ognuno dei miei chiuso in galera", da Marcela, 2024) e praticandola nella realtà. Come la sera dell'1 marzo, quando si rende protagonista dell'agguato per il quale ora la Procura gli ha notificato la fine delle indagini preliminari. Quella sera Sacky e il suo amico Abdurahman Hamza, membro della sua banda, sono con un altro del gruppo nella zona di via Washington, da un negozio vedono uscire due coetanei. Sono due ragazzi argentini, a Milano per una serie di lezioni ebraiche. I due non nascondono la loro fede, portano l'acconciatura e il copricapo classico, pensano di essere in una zona tranquilla di una città tollerante. Invece vengono subito circondati dal terzetto al grido di "Fuck Israel", minacciati e insultati. Alla fine Hamza sferra un pugno micidiale a uno dei giovani sudamericani: Hamza è un pugile dilettante, la conseguenza è un naso sfondato.

Poi i tre si allontanano, le vittime sporgono denuncia e il primo a venire arrestato è Hamza, poi tocca a Sacky venire identificato. Per lui non vengono disposti neanche i domiciliari, viene indagato a piede libero nonostante la pesantezza delle accuse (minacce e lesioni personali aggravate dai futili motivi e dalla finalità di discriminazione e odio religioso).

Commenta il deputato di Fdi Riccardo

De Corato: "Per tutte queste persone che delinquono, diseducative al massimo e brutti esempi per la nostra Società, mi aspetto zero tolleranza quindi il massimo della pena nei loro confronti da parte della Magistratura".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.

A partire dal 23 luglio sarà necessario aggiornare la password del tuo account.
Segui la procedura guidata "Hai dimenticato la password?", tutti i dati e le informazioni del tuo profilo rimarranno invariati.

A partire dal 23 luglio sarà necessario aggiornare la password del tuo account.
Segui la procedura guidata "Hai dimenticato la password?", tutti i dati e le informazioni del tuo profilo rimarranno invariati.

Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica