La drammatica storia di Mattia Maestri, morto dopo 9 anni di coma per aver mangiato del formaggio fatto con latte crudo, ha acceso i riflettori su una questione assai delicata e importante. Il latte crudo, infatti, può contenere batteri nocivi che possono facilmente provocare gravi intossicazioni nell’essere umano, in particolar modo nei bambini.
Il pericolo del latte crudo
Nel latte crudo possono essere presenti dei patogeni arrivati mediante il processo di mungitura, oppure durante lo stoccaggio e il trasporto. Queste contaminazioni, senza trattamento adeguato, restano nel prodotto finale. Fra i batteri più facilmente presenti nel latte crudo troviamo:
- Escherichia coli
- Listeria monocytogenes
- Salmonella
- Campylobacter
Il rischio di contaminazione, spiegano gli esperti del ministero della Salute, come riportato da SkyTg24, è “generalmente contenuto, ma non deve essere trascurato, specialmente nei bambini, negli anziani e nelle persone immunodepresse”. Il pericolo viene eliminato del tutto mediante processo di pastorizzazione o bollitura.
Perché il pericolo è maggiore nei bambini
Nei bambini il pericolo di contrarre infezioni è maggiore perché le barriere dell’organismo non hanno ancora raggiunto la piena maturazione. Stiamo parlando di bimbi di età inferiore ai 5-10 anni, è questa la categoria maggiormente a rischio.
Nei bambini molto piccoli, il sistema immunitario non è ancora pienamente capace di contrastare un’infezione batterica di tale proporzione. Anche l’acidità gastrica, che potrebbe fornire un importante aiuto, non è sufficiente. Inoltre, l’impatto delle tossine sul piccolo corpo di un bambino è molto più devastante.
Gli esperti, come il professor Stefano Morabito, direttore del reparto Malattie a trasmissione alimentare dell’Iss, consigliano di non dare ai bambini latte crudo. Da evitare, inoltre, il consumo di formaggi a latte crudo a pasta cruda e a bassa stagionatura.
Quali sono i formaggi a latte crudo
I formaggi a latte crudo non sono soltanto quelli di produzione artigianale. Nel gruppo rientrano anche alcuni prodotti industriali, come la fontina o il celebre Parmigiano Reggiano. Tuttavia questi formaggi passano attraverso processi validi, finalizzati alla neutralizzazione dei patogeni, che li rendono sicuri. Anche il gelato, la panna e il burro, prodotti con latte pastorizzato, sono sicuri. Mentre possono diventare un pericolo senza trattamento adeguato.
Cos’è la Seu
La Seu, ovvero la Sindrome Emolitico-Uremica, è una malattia acuta grave che colpisce i bambini. Può portare ad insufficienza renale acuta, come abbiamo purtroppo visto nel caso del piccolo Mattia. La Seu viene scatenata da un’infezione causata a livello intestinale dal batterio Escherichia coli, che di Shiga-tossina (STEC). Il patogeno è uno dei batteri che possono essere trovati nel latte crudo, e nei formaggi a latte crudo freschi.
La Seu ha una fase prodromica – con dolori addominali, diarrea e vomito – e acuta, in cui si presentano i primi danni agli organi. Ad oggi non esiste una terapia capace di bloccare l’azione della tossina.
I casi drammatici
Oltre al caso di Mattia Maestri, morto oggi dopo un’agonia durata 9 anni, c’è anche la storia del piccolo Elia, morto a soli 3 anni dopo 51 giorni di coma. Anche lui aveva contratto la Seu per via alimentare.
La posizione delle autorità
Contattato da Le Iene, che hanno seguito le storie di questi due bambini, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida si è impegnato a coinvolgere il ministero della Salute per promuovere una campagna di sensibilizzazione e informazione rivolta ai genitori. È importante che le famiglie siano a conoscenza dei rischi.
