"A Vo' il 50-75% dei casi è asintomatico: formidabile fonte di contagio"

Lo ha evidenziato Sergio Romagnani, professore ordinario di immunologia clinica dell'Università di Firenze in una lettera inviata ai vertici della Regione Toscana sulla base di una ricerca sugli abitanti del paese padovano

"A Vo' il 50-75% dei casi è asintomatico: formidabile fonte di contagio"

A Vo’ Euganeo tra il 50 e il 75% delle persone infettate da coronavirus “è completamente asintomatica ma rappresenta una formidabile fonte di contagio”. Lo ha evidenziato Sergio Romagnani, professore ordinario di immunologia clinica dell'Università di Firenze in una lettera inviata ai vertici della Regione Toscana sulla base di una ricerca sugli abitanti del paese padovano. Qui i 3.000 cittadini sono stati sottoposti a tampone e ieri il sindaco Giuliano Martini ha ricordato che il loro utilizzo "si è rivelato utilissimo e vitale".

Anche in Toscana si teme infatti un forte aumento dei contagi. I dati aggiornati a ieri pomeriggio hanno fatto registrare 85 casi positivi in tutto la regione per un totale di 866 infettati dall’inizio dell’emergenza. I casi positivi attualmente in cura sono però 840 perché bisogna tenere conto di 7 guarigioni virali, 5 guarigioni cliniche e 14 decessi.

Tornando allo studio, Romagnani ha spiegato che i dati evidenziano due aspetti fondamentali. "La percentuale delle persone infette, anche se asintomatiche, nella popolazione è altissima - ha precisato l’immunologo - e rappresenta la maggioranza dei casi soprattutto, ma non solo, tra i giovani”. La seconda informazione sottolinea l’importanza di isolare gli asintomatici “per riuscire a controllare la diffusione del virus e la gravità della malattia".

Secondo Romagnani, in questo momento diventa determinante cercare di scoprire i soggetti asintomatici ma già infettati, in quanto nessuno li teme o li isola. Un concetto quanto mai vero per medici e infermieri che sviluppano spesso un’infezione asintomatica continuano a trasmettere il virus tra colleghi e ai pazienti. Come riporta la Repubblica, l’immunologo ha ricordato che "si sta decidendo di non fare più il tampone ai medici e agli infermieri a meno che non sviluppino sintomi. Ma alla luce dei risultati dello studio di Vo' - ha precisato -, questa decisione può essere estremamente pericolosa”. E ha aggiunto che così i nosocomi potrebbero diventare luoghi con molti infettati non isolati.

Romagnani ha spiegato che a Vo’ il numero totale dei malati è sceso da 88 a 7 nel giro di 7-10 giorni grazie all’isolamento delle persone contagiate. Quindi la ricerca ha evidenziato che l’isolamento degli infettati, sintomatici o non sintomatici, ha permesso di proteggere dal contagio altre persone. Inoltre, avrebbe consentito ai soggetti contagiati di non essere esposti a un’evoluzione grave del virus perché “il tasso di guarigione nei pazienti infettati, se isolati, era nel 60% dei casi pari a soli 8 giorni”.

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