Nel 1938 in Italia debuttò un balletto che in breve sarebbe diventato un simbolo della tradizione natalizia: era Lo Schiaccianoci, il balletto classico, di cui la storia originale scritta da E.T.A. Hoffmann racconta una sorta di favola sul Natale, sul mondo dellinfanzia e dei sogni e sulla felicità. Ma oggi cè chi dietro quel racconto ci vede altro come lallestimento che sarà proposto al Quirino dal prossimo 28 dicembre. La nuova versione diretta dal regista e coreografo Mario Piazza, e con un nuovo libretto scritto da Riccardo Reim, è una rilettura della storia in chiave contemporanea. «Lo Schiaccianoci ha un passato classico, e io volevo riadattarlo alla luce della modernità - spiega Piazza -. Allora ho chiesto a Reim di riscrivere la drammaturgia e ho usato per il balletto la danza contemporanea e la tecnologia moderna pur mantenendo la musica di Ciajkovskij».
E questo Schiaccianoci è infatti unalchimia tra danza contemporanea, cinema, video e teatro, ed anche la storia è stata riportata ai giorni nostri. «Il tema è il passaggio dalletà dell'innocenza alla maturità - dice Piazza-. Labbandono cioè delle sicurezze e lapertura degli occhi sul mondo». Rispetto al racconto originale, lo Schiaccianoci diventa una fiaba moderna. I personaggi sono gli stessi, la protagonista, Clara, rappresenta il mondo delladolescenza, ed è vittima inconsapevole della spettacolarizzazione degli eventi tragici messa in atto dai media.
Lo «Schiaccianoci» sembra un videogame
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