In questo momento, mentre qualcuno con me è ancora in coma per essersi appena svegliato, un altro è assonato a lavoro, qualcuno sta facendo la lista della spesa, qualcun altro già pensando al weekend, i più informati seguono la guerra o le guerre in corso o l’economia, in questo momento migliaia migliaia di fisici stanno dicendo tra loro: «Ok, è un singolo evento anomalo: un rinculo nucleare di circa 248 keV, precisamente del tipo che potrebbe essere prodotto da una particella di materia oscura e però soprattutto in una zona dei dati nella quale si aspettavano pochissimo “rumore di fondo”, eventi prodotti da particelle normali, e non è questo…».
Di che parlano? Di materia oscura. Ossia quella materia che costituisce il 27% dell’universo e non sappiamo cosa sia. Sappiamo che c’è osservandone gli effetti gravitazionali sulle galassie, e oggi c’è una notiziona, da prendere con delle pinzone microscopiche, comunque sia una notiziona.
Potrebbero averla beccata. L’esperimento si chiama LUX-ZEPLIN, o LZ, una collaborazione internazionale di circa 250 scienziati e ingegneri di 39 istituzioni coordinata dal Lawrence Berkeley National Laboratory del Dipartimento dell’Energia americano. Il risultato è stato presentato da Sam Eriksen, dell’Università di Bristol, e tra i ricercatori citati da Reuters c’è anche Alvine Kamaha della UCLA. Il rivelatore è installato quasi un miglio sottoterra (circa un chilometro e mezzo, e niente, gli americani amano ancora le miglia, i piedi, i pollici, che ci dobbiamo fare), nel Sanford Underground Research Facility, in South Dakota, dentro una ex miniera d’oro, e deve essere collocato così in profondità per schermarsi il più possibile dalle particelle e dalle radiazioni normali che potrebbero produrre falsi segnali.
Questo singolo evento di cui stanno parlando i fisici in sostanza (in sostanza molto oscura) è sintetizzabile così: un possibile urto di una particella di materia oscura contro un atomo di xenon. Il segnale è comparso in una zona dei dati dove ci si aspettava pochissimo rumore di fondo, ma non basta per parlare di scoperta: è un solo evento, con una significatività statistica ancora troppo bassa, e potrebbe anche dipendere da una fluttuazione casuale o da un fenomeno ordinario non ancora identificato. In sostanza, potrebbe essere il primo indizio diretto della materia oscura, oppure niente di tutto questo.
A chi interessa la materia oscura? Alla scienza, a capire davvero di cosa è fatta la maggior parte della materia dell’universo. Per sapere se quell’evento è davvero il primo segnale diretto della materia oscura dovrà ripetersi e dovremo studiare ancora, e senza contare che siamo ben lontani dal capire cos’è l’energia oscura, che costituisce un altro 68% di qualcosa che non sappiamo. Ma cosa sappiamo, quindi, del misero 5% di universo che conosciamo, inclusi noi? Che, materia oscura o non materia oscura, di quella di cui siamo fatti fisicamente siamo spacciati in ogni caso.
