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Scienze

Un altro duro colpo alla reputazione dei delfini: Bubbles spaventa i pesci per mangiarne il vomito

Una madre e quel suo cucciolo di delfino morto
Foto d'archivio

Quanto sono belli i delfini? Quando chi va in barca li vede prova subito un’emozione di gioia, “guarda i delfini!” (mentre un altro prende subito il cellulare per fare un video e postarlo su Instagram e condividere il momento con tutti, peccato lo facciano tutti). I delfini, si sa, sono i migliori amici dell’uomo del mare, che noi mettiamo negli acquari perché siamo i peggiori amici anche dei migliori amici, e tanto loro sorridono sempre, sebbene i neuroetologi, come sottolinea spesso anche il nostro Giorgio Vallortigara, non sorridano affatto: quello che interpretiamo come sorriso dipende dalla conformazione della loro bocca, e continuerebbero a sembrarci sorridenti anche fossero disperati.

Certo, è stata poi ridimensionata anche l’idea che il loro grande cervello sia di per sé una prova della loro intelligenza: hanno un cervello grande, vero, ma un grande cervello non significa automaticamente grande intelligenza.

E adesso arriva il delfino Bubbles, un tursiope maschio adulto conosciuto da anni con questo soprannome dallo staff che lo osserva dal 2017 nelle acque poco profonde intorno a Lady Elliot Island. Uno studio, appena pubblicato sulla rivista scientifica Ecology and Evolution (la prima autrice è Romney Edwards-Francis, dottoranda alla University of the Sunshine Coast) ha appena documentato scientificamente un comportamento poco da Lady Elliot e molto da aggiungere alla lista di cose che non sapevamo sui delfini e preferivamo non sapere (tanto ci piaceranno comunque).

Bubbles si avvicina ai branchi di caranghi occhioni (Caranx sexfasciatus), ne sceglie apparentemente uno, lo insegue con insistenza anche dopo essere risalito a respirare finché il pesce rigurgita ciò che ha mangiato. A quel punto Bubbles lascia andare il carango e mangia il cibo espulso. Tra il 2021 e il 2025 i ricercatori hanno documentato 20 episodi di foraggiamento di questo tipo, in 11 dei quali hanno osservato il pesce rigurgitare e Bubbles mangiare il cibo espulso; in una sessione ha ripetuto la tecnica fino a dieci volte in mezz’ora e durante gli inseguimenti produce anche intense serie di click di ecolocalizzazione e suoni a bassa frequenza (gli studiosi non hanno dimostrato che siano i suoni a provocare il vomito: potrebbe essere semplicemente la risposta del pesce allo stress dell’inseguimento).

Insomma, signore mie, dopo il cervello che non dimostra l’intelligenza, il sorriso che non è un sorriso, adesso c’è pure un delfino che spaventa dei pesci per mangiarsi il loro vomito. Un altro duro colpo alla reputazione dei delfini. Che comunque resta sempre migliore della nostra.

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