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Il segreto del pipistrello era nascosto in un quadro: Brueghel aveva anticipato la zoologia di quattro secoli

Per molto tempo si è pensato che i pipistrelli europei fossero sostanzialmente insettivori, anche se vent’anni fa (sì, solo vent’anni fa, vedete, pensate per quanto tempo) sono state trovate delle piume negli escrementi della nottola gigante, il più grande pipistrello europeo

Il segreto del pipistrello era nascosto in un quadro: Brueghel aveva anticipato la zoologia di quattro secoli
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Per molto tempo si è pensato che i pipistrelli europei fossero sostanzialmente insettivori, anche se vent’anni fa (sì, solo vent’anni fa, vedete, pensate per quanto tempo) sono state trovate delle piume negli escrementi della nottola gigante, il più grande pipistrello europeo. In seguito i ricercatori hanno eseguito analisi isotopiche e genetiche che hanno rafforzato l’ipotesi: vuoi vedere che si mangiano gli uccelli?

Soltanto di recente hanno documentato questi pipistrelli mentre catturano e divorano piccoli uccelli migratori in volo, spesso direttamente a alta quota, anche per questo osservarli in azione è sempre stato difficile (nel guano, comunque, sono state trovate tracce di fino a trentuno specie di passeriformi). Ok, e quindi? Quindi la parte bella della scoperta non è questa ma… in un dipinto del Seicento.

Per l’esattezza ne L’Aria di Jan Brueghel il Vecchio, del 1611, nel primo Seicento fiammingo: tra i vari animali si vede un pipistrello dalla cui bocca pende un uccello, e non un pipistrello qualsiasi: uno studio, pubblicato su PNAS, identifica l’animale proprio come nottola gigante, Nyctalus lasiopterus (corrisponde tutto, mantello rossastro, orecchie tonde, ali lunghe e soprattutto le dimensioni, che lo distinguono dalla nottola comune).

Non è detto Brueghel che lo abbia visto personalmente (a meno che ad Anversa in quel periodo fosse normale vedere pipistrelli sbranare uccelli). Era fiammingo, sebbene avesse soggiornato in Italia, dove la nottola gigante è più presente, e inoltre poteva aver ricevuto l’informazione da naturalisti o collezionisti o cacciatori o dall’osservazione di resti e piume negli escrementi (questa mi sembra più improbabile, non era Leonardo da Vinci). Tuttavia gli autori fanno notare una cosa convincente: nei suoi quadri Brueghel raffigura anche altri pipistrelli, soltanto la nottola gigante viene mostrata mentre mangia un uccello.

Adesso però andateci piano (non gli studiosi, parlo degli altri, molti più numerosi): non vorrei si scatenassero gli pseudoarcheologi complottisti, tipi quelli che vedono elicotteri, astronavi, astronauti, computer, alieni (e chi più ne ha più ne veda) nei rilievi

egiziani di Abydos. Anche perché, se da Brueghel questi qua si spostano a Hieronymus Bosch, rischiano di trovare pure le prove dell’esistenza degli elfi, dei mostri e di tutto il bestiario che popolava la sua immaginazione.

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