Se la Liguria di governo è un Belsito

Se la Liguria di governo è un Belsito

(...) con delega alla semplificazione normativa, indicato dalla Lega Nord, partito di cui è anche il segretario amministrativo nazionale, subentrato in entrambi i ruoli allo scomparso Maurizio Balocchi.
Fra l’altro, tranne che per gli addetti ai lavori, soprattutto quelli addentro alle questioni economiche (Belsito siede nel consiglio di amministrazione della finanziaria regionale ligure Filse e soprattutto è vicepresidente di Fincantieri), il nuovo numero uno della politica istituzionale ligure non è particolarmente noto, anzi. Nè lui ci tiene. Piccolo retroscena a cui ho assistito personalmente: poteva decidere se risolvere definitivamente un problema di un’azienda nel silenzio e senza apparire in prima persona, oppure se risolverlo provvisoriamente, avendo a disposizione titoloni dei giornali in cui appariva il salvatore della patria. Ha scelto la prima soluzione, restando sottotraccia. Insomma, uno serio. Insomma, uno che è l’esatto contrario di quelli che trovi tutti i giorni sui giornali solo con chiacchiere e nessun risultato.
Del resto, Belsito viene da un’ottima scuola. Che è quella della segreteria di Alfredo Biondi: lì si sono formati, fra gli altri, Gregorio Fontana, uno dei parlamentari azzurri più preparati (fra l’altro, ligure d’adozione, visto che ha casa a Monterosso); da lì viene Belsito; lì è cresciuto Lorenzo Zito, il capogruppo di Forza Italia (sì, proprio di Forza Italia) in Provincia.
Soprattutto, Belsito funziona bene sia come uomo di fatti (ad esempio, è l’unico - persino al di là del suo ruolo nell’azienda cantieristica di Stato - che si sta spendendo per le carceri galleggianti proposte da Fincantieri, che si sono trovate a sbattere contro il muro di gomma dell’ostruzionismo idelogico di Marta Vincenzi, che pure ospita a Genova uno degli stabilimenti più grandi del gruppo), sia come uomo di partito.
Proprio così. Perchè Belsito, al di là del fazzoletto verde Padania che sbuca eternamente dal taschino, è anche l’unico leghista ligure emerso negli ultimi anni, oltre ai «fantastici quattro» di sempre: Francesco Bruzzone, Edoardo Rixi, Alessio Piana e Bruno Ferraccioli. Ognuno a modo suo è anche bravo e capace, ma purtroppo non hanno squadroni alle spalle. E soprattutto scontano un dato alle regionali che è estremamente deludente: in Liguria, la Lega ha forse il peggior risultato italiano. Non tanto in percentuale assoluta di voti, quanto in indice di crescita. E questo, a mio parere, dipende anche dai discorsi quasi monotematici: essere contro la moschea, magari, può essere necessario (anche se il sindaco leghista di Albenga Rosy Guarnieri ha dimostrato che è tutt’altro che obbligatorio), ma certo non è sufficiente. Anzi. Insomma, parlando solo di moschea non si va da nessuna parte.
Soprattutto, la Lega ligure - che pure ha in Francesco Bruzzone il migliore animale da dibattito televisivo presente nel centrodestra e in Alessio Piana un ottimo consigliere comunale - riesce a essere inesistente su problemi che sono vitali per la stessa Lega. Ma vi pare possibile che siamo stati solo noi del Giornale a sollevare il caso dello scandalo in consiglio provinciale dove, a fronte del quasi 5 per cento dei voti ottenuti alle elezioni, il Carroccio è senza rappresentanza, mentre l’Udc con il 3 per cento ha quattro consiglieri?
È un vulnus alla democrazia, prima ancora che alla Lega. Eppure, sapete chi è l’unico che ci ha chiamato in redazione per appoggiare la nostra (e loro) battaglia? Proprio Belsito, che pure deve trattare quotidianamente con Bossi, Tremonti e Calderoli e avrebbe anche altro a cui pensare oltre a Limoncini.
Insomma, credo che Belsito possa essere l’immagine di una Lega che si apra sull’esterno e che possa avere candidati di peso, che non siano le caricature del Carroccio di vent’anni fa, come si è visto in qualche caso alle regionali, con volantini che gridavano vendetta. Che non blocchi l’ingresso di esterni e che, se si presenta il premio Nobel alla porta dicendo che vuole entrare nel Carroccio, non lo cacci via perchè non ha attaccato abbastanza manifesti. E, in questo quadro, mi piacerebbe una Lega assolutamente legittimata a chiedere sindaco e presidente della Provincia. Perchè no? Se il candidato è giusto, chi lo vieta? Soprattutto, chi ha detto che non si può non ragionarci anche per Tursi?
Dal punto di vista tecnico e politico, Belsito è uno serio. Uno che affronta i problemi seguendo le vie maestre: ad esempio, ha scritto all’apposita agenzia per sapere se la sua carica in Fincantieri è compatibile con quella nel governo, dimostrando che con le leggi non si gioca, ma che vale l’interpretazione autentica.
Ultimissimo punto: parlandoci in questo periodo, da quando è diventato sottosegretario, ho avuto a che fare con uno che legge, studia e conosce le cose di cui parla. Abituato con tanti esponenti della politica di casa nostra (non tutti, per carità), mi sembrava di essere nei dintorni del miracolo.

Immagine strip mobile Immagine strip desktop e tablet

Commenti