Come se le lancette dell'orologio fossero tornate indietro. Così l'Irlanda del nord ripiomba nell'incubo della violenza. Un fotografo è rimasto ferito da un colpo d'arma da fuoco a una gamba durante i violenti scontri scoppiati, per la seconda notte consecutiva, fra cattolici e protestanti nel capoluogo dell'Ulster, Belfast. Secondo la polizia si tratta dei peggiori disordini registrati nella regione da oltre un decennio.
Le persone coinvolte sarebbero700 persone e il teatro della guerriglia il quartiere cattolico di Newtownards Road-Short Strand, dove sono stati scagliati fuochi d'artificio, bottiglie molotov, razzi e sono stati sparati anche alcuni colpi d'arma da fuoco, uno dei quali ha colpito il fotografo, che lavora per un'agenzia di stampa. L'uomo è ricoverato in ospedale e non è in pericolo di vita. Altre due persone sono rimaste ferite.
La polizia per la seconda notte consecutiva è intervenuta in forze, ha transennato diverse strade, impiegato autoblindo armate di idranti e ha cercato di tenere fuori la stampa dalle strade «calde».
Secondo giorno di inferno a Belfast: si riaccende l'odio settario
Cattolici repubblicani e protestanti unionisti si fronteggiano nel quartiere cattolico della capitale della regione. Sono i peggiori disordini da oltre un decennio. Ferito un fotografo
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