"Dopo tutto quello che è successo a Milano - dice Rino Pruiti, sindaco di Buccinasco - il centrosinistra ha un bisogno naturale e viscerale di primarie. Primarie vere, con candidati diversi che rappresentino tutti gli scenari. Chi ha paura delle primarie ha paura di perdere. Ma se hai paura di perdere non ti devi candidare. Tutto qua".
Carriere in parallelo, quelle di Pruiti e del sindaco di Milano, Beppe Sala. Entrambi senza tessera, entrambi passati dieci anni fa per le primarie del centrosinistra battendo il candidato ufficiale del Partito democratico. Ed ora entrambi, alla fine del secondo mandato e non più candidabili, voci importanti del dibattito che anima il centrosinistra: primarie sì, primarie no. Pruiti non ha dubbi. Primarie sì. "Anche perchè - spiega - io le primarie a Buccinasco le ho fatte già nel 2012, le ho perse e ho sostenuto lealmente per cinque anni chi le aveva vinte. Mi auguro che lo stesso si faccia l'anno prossimo, chiunque sia il vincitore. Ricordando che le primarie sono una risposta anche al problema drammatico della partecipazione dei cittadini: il mese scorso a Corsico per eleggere la nuova giunta ha votato il 40 per cento degli elettori. Un segnale bisogna darlo ed è dare la parola ai cittadini".
Lei però, sindaco Pruiti, adesso si ricandida come semplice consigliere comunale. Un ex sindaco non è un consigliere un po' ingombrante? Non teme di fare ombra al vero sindaco?
"Non voglio fare ombra a nessuno. Spero solo di poter essere un valore aggiunto. Visto quello che Buccinasco ha vissuto in passato, mi auguro di poter aiutare il nuovo sindaco a conoscere cose che non conosce, a partire da certi personaggi che ancora ci sono sul territorio".
Per la sinistra primarie a tutti i costi, dunque?
"Solo se ci fosse convergenza di tutti su un nome condiviso si potrebbe evitarle. Ma se il Pd arriva con un candidato dicendo o questo niente io non lo accetto, anche se fosse il candidato più bravo e più giusto del mondo".
A Milano il Partito democratico ha fatto due volte le primarie e per due volte ha visto il suo candidato sconfitto. È comprensibile che lì dentro adesso qualcuno preferirebbe farne a meno.
"Direi che questo è un problema del Pd. E poi: siamo sicuri che se nel 2010 e nel 2016 a Milano il Pd avesse imposto un suo candidato il centrosinistra avrebbe vinto ugualmente le elezioni? E comunque nella rosa dei nomi che circolano vedo per ora soprattutto nomi del Pd o vicini al Pd".
Però ci sono quelli che invocano la discontinuità, come se si vergognassero di aver sostenuto Sala per dieci anni.
"Ho letto. Che posso dire? Che io a Buccinasco sono orgoglioso di quello che ho fatto e credo che debba esserlo tutto lo schieramento che ha governato la città. Adesso auspico che ci sia la continuità: non mia personale, ma politica. Altrimenti si rinnegano quindici anni di storia".
A Milano quelli che invocano la discontinuità dopo avere appoggiato Sala dicono che è diventata una città per ricchi. Che ha perso la sua anima inclusiva. Lei che impressione ha?
"Noi siamo attaccati a Milano, per arrivare a Milano mi basta fare cento metri a piedi. C'è un'interazione continua. E da quello che vedo dico: sì, la gente da Milano sta venendo via. A venire buttati fuori non sono solo i poveri, anche il ceto medio. Arrivano anche a Buccinasco, in tanti: al punto che le case non bastano più, si è creato un fabbisogno che prima non c'era, il Pgt è rimasto bloccato per anni perché non c'erano richieste di costruzioni. Arrivano i milanesi e a noi va bene così.
Una sola cosa chiediamo: mezzi di trasporto pubblico più efficienti, non ci serve altro. Qualcosa è stato fatto, ma non abbastanza. Anche se vedrà che la battaglia per portare la metropolitana 4 a Buccinasco alla fine la vinceremo".