I mille ingranaggi del dottor Georges Feydeau

Da un ventennio è stata riconosciuta a Feydeau, il più geniale dissacratore del mito borghese del XIX secolo, l'ambita qualifica di genio. Solo grazie alla stima incondizionata di Roland Barthes in Francia, seguito a ruota dal revival tenacemente voluto da Adelphi editore, se ne accorsero i teatranti. Primo fra tutti il compianto Franco Parenti. il quale nel cartellone del Pierlombardo lo collocò accanto a Molière, dandogli una statura che nel nostro dopoguerra era stata concessa solo ad Eduardo. Oggi Valerio Binasco, che naviga da temerario signore del vapore alla rifondazione di un repertorio comico europeo, porta in giro con il produttore Roberto Toni questa edizione di Sarto per signora che vale la pena applaudire per l'impegno critico che vede in Emilio Solfrizzi un protagonista di graffiante ironia. Naturalmente gli ingredienti sono tutti montati a puntino in occasione della ripresa del primo grande testo di un autore appena ventiquattrenne. Anche se si dimentica che all'epoca il grande Georges stava lavorando all'Uomo di paglia, dove ben due candidati politici credono di essere alla presenza dell'ignoto Mogul destinato a scegliere l'uno a spese dell'altro. Mentre in Sarto per signora siamo immersi in un dedalo di protagonisti e comprimari fatti apposta per confondere tutti. Persino l'incantevole Anita Bartolucci, la quale dipana il testo con grande finezza, si trova coinvolta nel grande gioco dei sottintesi e delle calunnie prima del tripudio finale.

SARTO PER SIGNORA - In tournée tra Bologna e Firenze.

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