I nuovi dati sugli ascolti radiofonici confermano le tendenze. Nel 2017 la radio più ascoltata d'Italia si è confermata Rtl 102.5, che cresce quasi del 20 per cento rispetto all'anno precedente (8 milioni e 326mila ascoltatori). Un successo difficilmente rintracciabile nel passato per altre emittenti, a riprova di una ormai collaudata sintonia con il pubblico più importante sul mercato, quello tanto sottovalutato (da altri), dei «very normal people». Insieme con Radiofreccia e Radio Zeta, il bacino di ascoltatori del polo fondato tanti anni fa da Lorenzo Suraci sfiora i dieci milioni di ascoltatori. È un dato eccezionale, soprattutto se confrontato con la platea complessiva degli ascoltatori italiani, che resta sopra i 35 milioni. In sostanza, Rtl, Radiofreccia e Radio Zeta soddisfano quasi un terzo degli utenti di questo media. E se Radio 24 mette a bilancio un incremento dell'8,5 per cento (bel risultato) anche Radio Deejay recupera segnando un incremento dell'8,6 per cento. Radio 105 arriva a meno di cinque milioni di ascoltatori mentre cresce molto Radio Kiss Kiss. Chi invece perde su tutti i fronti è Radio Rai. Radio1 si ferma a -4,6%. Radio3 a -2,8. Ma Radio2 precipita a -9,3%. Sono dati che hanno fatto preoccupare anche il Comitato di redazione del Giornale Radio che ha chiesto di intervenire per frenare l'emorragia di ascolti.
A determinarla è forse lo scollamento con la cronaca (anche politica nel caso di Radio1, battuta spesso da Rtl e anche da Capital) e soprattutto la trasmissione di programmi registrati che rendono anacronistici molti palinsesti.Radiogiornale
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