A Verona più che Domingo o Netrebko la vera stella è l'indomabile Ezio Bosso

Il maestro dirigerà i potenti e inquietanti « Carmina Burana» di Carl Orff

A Verona più che Domingo o Netrebko la vera stella è l'indomabile Ezio Bosso

Star della musica, icone del bel canto, nuove promesse e c'è pure un asso nella manica. Il festival dell'Arena di Verona, nell'era del sovrintendente Cecilia Gasdia (si, l'italico soprano tra i più famosi al mondo) non molla la sua battaglia sul fronte del bel canto, ma non solo. Di nuovo lo fa per il festival numero 97esimo della sua storia e nella città veneta (tre fitti mesi dal 21 giugno prossimo) a colpi di grandi nomi e titoli di presa. E sorprese di prima grandezza: in conferenza ecco spuntare il maestro Ezio Bosso. Che l'11 agosto salirà sul podio per un affresco di poesia medievale, ovvero la composizione Carmina Burana del tedesco Carl Orff. Per lui, Bosso, all'Arena sarà la prima volta.

Sulla scena come solisti il soprano Ruth Iniesta, il controtenore Raffaele Pe e il baritono Mario Cassi, accompagnati dall'Orchestra e coro «di casa» diretto da Vito Lombardi.

«Per l'Arena attacca la grintosa Gasdia, dopo aver snocciolato i titoli del programma lirico (La Traviata, Aida, Il Trovatore, Carmen e Tosca) è importante proseguire la propria vocazione garantendo la presenza di un indiscusso artista, i cui successi sul podio sono sotto gli occhi di tutti». Opera Festival punta ad «avere» protagonisti «freschi», di appeal internazionale e nazionali, nomi che seguono pure un cambio di passo: «L'invito a Bosso conclude fa parte di questo percorso».

Strette di mano e grandi sorrisi a una raffinata conferenza stampa al Grand Hotel Majestic «Già Baglioni» di Bologna, tra video dedicati all'Arena, i suoi protagonisti, alle grandi voci; e vengono anche snocciolati personaggi che ci saranno, tra i quali Plàcido Domingo (per i suoi 50, Anniversary Night), Leo Nucci, Vittorio Grigolo, Anna Netrebko a Maria José Siri, solo per dirne alcuni. Dulcis in fundo Roberto Bolle and Friends.

E poi nel cuore dell'estate Bosso, che tra talento musicale, i suoi concerti «empatici» e una capacità speciale di parlare e di trasmettere l'amore che ha per la musica, viene considerato uno dei musicisti più interessanti della sua generazione, molto amato dal pubblico. Il maestro spiega il suo arruolamento al festival: «Quando mi ha chiamato la signora Gasdia, per confermarmi questo onore mi ha detto una frase che racchiude tutto: Quando ci parliamo noi musicisti le cose succedono. La partitura di Orff ne è un esempio, capace di inventare il suono di una parola antica. Un suono non ancora scoperto ma che diventa quel suono». Di più, un suono capace di essere inclusivo, didattico, propedeutico di ogni disciplina, un inno alla vita in tutte le sue forme, conclude il maestro che è pronto a esibirsi nella città del più grande teatro lirico del mondo: 1989 anni di vita dalla costruzione nel 30 Dc tra il regno di Augusto e il Regno di Claudio; e numeri da mal di testa: 97 stagioni liriche, 106 anni dalla prima stagione, 30mila sedute, 31 metri d'altezza. «E una acustica - giura il sovrintendente Cecilia Gasdia tra la più belle del mondo».

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