Ali, il gigante di Como che vuole diventare l'Usain Bolt italiano

Alto 2 metri e con il 49 di piede ricorda il "Lampo" nel fisico. Grazie al lockdown ha scoperto i 100

La fisionomia e le movenze rimandano all'inarrivabile Usain. Sarà anche irriverente, ma c'è tanto di Bolt in quell'avanzare così esplosivo, fatto di potenza pura e intensità feroce. Il volto nuovo che fa ben sperare l'atletica italiana assomiglia al fulmine giamaicano, ma si chiama Chituru Ali, ha 21 anni ed è un ostacolista prestato alla velocità con risultati promettenti. Il portacolori del Cus Insubria a fine giugno, sui 150 metri, ha piazzato a Milano la miglior prestazione italiana di sempre tra gli Under 23, poi ha fatto parlare di sé a Rieti, arrivando terzo sui 100, appena dietro a un certo Filippo Tortu. In pista, quando è a tutta, manca solo che ad accompagnarlo ci sia il rombo assordante tipico dei jet, con un portamento detonante e misure fuori dal normale: è alto 1.98, pesa quasi 100 chili, ha 49 e mezzo di piede e una falcata impressionante per via di gambe lunghe un metro e dieci.

Sulle spalle porta un grosso tatuaggio fatto qualche anno fa, con due ali avvinghiate dalle radici, per non dimenticare le origini e l'essenza di un lungo cammino: «Non dobbiamo mai dimenticarci da dove veniamo» è il suo mantra. Ali, sin da quando ha memoria, è stato affidato alla famiglia Mottin, ha qualche ricordo della mamma (nigeriana), ma non del padre (ghanese). È nato a Como, ha spiccato il volo da Albate, quartiere periferico della città lariana dove l'Albatese è da sempre una fucina di talenti per il calcio e l'atletica. «Ho iniziato a praticare questo sport quando avevo sei anni» ci racconta «tutto è cominciato per gioco, per pura curiosità. Poi ho trovato il mio stile, tanto da non volermi ispirare a nessuno. Rispetto agli ostacoli adesso per me c'è un mondo nuovo, sto entrando in una nuova dimensione e il sogno restano le Olimpiadi. Forse per Tokyo 2021 potrebbe essere presto, ma voglio farcela. La mia stazza non è un problema, tanti atleti americani hanno strutture fisiche importanti eppure arrivano sempre davanti». Lo stesso Bolt (94 chili per 195 centimetri ai tempi d'oro) contava su misure simili a quelle di Ali, adesso alle prese con una partenza in gara da migliorare: «Devo assimilare l'uscita dai blocchi, se riesco a fare bene i primi 20 metri sarò già a metà dell'opera. Non voglio cullarmi sul 10.41 di Rieti. Anzi non mi piace tanto, già a Savona proverò a migliorarlo». Il nuovo atto andrà in scena oggi in Liguria, al Memorial Giulio Ottolia (diretta su RaiSport+HD dalle 17.30), e a vedere il parterre de roi sembra quasi un campionato italiano, tanto che sui 100 ci sarà gente del calibro di Tortu, Jacobs e Desalu.

Il nome di Chituru Ali circola da un po', doti e qualità sono da sgrezzare, ma da tre anni sta crescendo sotto l'occhio attento del suo allenatore, Daniele Parrilli, che proprio durante il lockdown gli ha proposto l'idea di cimentarsi anche nella velocità, vista l'impossibilità di avere gli ostacoli e fare un lavoro continuo: «Sono con lui dal secondo anno juniores, ho dovuto iniziare non dalla metodologia, ma dalla morfologia» ha affermato «un piede così lungo alla partenza esce dai blocchi e non riesce a dare il colpo con il tallone, ma si gioca tutto sull'avampiede. Si allena tutti i giorni, ha una corsa tutta sua, potente e ritmata, ed è come se cercasse l'ostacolo di continuo. Dopo Savona punteremo anche sui 200. Questo duro percorso farà di lui un atleta completo. Se riuscirà a migliorare la partenza, arriverà lontano». Già dal 2021 nel futuro di Ali potranno esserci importanti novità, come annunciato dal referente di sezione del Cus Insubria, Fabrizio Anselmo: «Andrà in gruppo militare, è il destino di tutti i grandi professionisti. Noi lo terremo per i campionati a squadre, conosciamo bene il suo talento ed è esploso davvero passando tra gli juniores. Guardatelo dal vivo o in tv, scusate il paragone, a me ricorda davvero Bolt ...». Intanto provate a prenderlo, Chituru Ali. Sentiremo ancora parlare di lui.

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