Che rimpianti la super Inter... nazionale. Ma Conte ha già la sua tabella scudetto

I nerazzurri avrebbero potuto dire la loro anche in Europa non solo in Italia. L'allenatore vuole chiudere il discorso titolo in anticipo

Gli altri, tutti in campo. Chi a giocare il posticipo, chi a preparare le Coppe. Loro, gl'interisti in fuga, a riposarsi. Ieri e oggi. Si ritroveranno domani ad Appiano Gentile, con 4 punti di vantaggio e dopo 2 giorni di break, che in questa fase dell'anno possono fare la differenza. Insomma, un enorme vantaggio, paradossale conseguenza diretta dell'unico vero flop di Conte. Per questo all'Inter conviene che Juventus e Milan, ma anche Roma e Lazio e Atalanta vadano il più avanti possibile in Europa. Il Napoli no: sempre visto con gli occhi di Conte, è meglio che a Gattuso non riesca la rimonta col Granada, sì che si possa finalmente recuperare Juventus-Napoli, per dare a Pirlo un impegno in più in questo già affollatissimo finale d'inverno (col Napoli eliminato, si potrebbe giocare il 17 marzo).

Certo, resta il rimpianto per aver chiuso tanto in fretta l'avventura europea, arrivando troppo tardi alla quadratura del cerchio, che fa oggi dell'Inter la squadra migliore d'Italia. L'inserimento di Hakimi (utilizzato anche da ala e finito in panchina), le incertezze su Skriniar (di gran lunga il miglior difensore, eppure lasciato anche fuori squadra), l'insistenza iniziale su Kolarov e quella più lunga su Vidal, la cocciuta miopia su Eriksen sono errori che, se fossero stati corretti in tempo, avrebbero tenuto l'Inter anche in Champions League, perché in Europa può contare (almeno secondo le statistiche) su 2 attaccanti come Lukaku e Martinez.

La propaganda che sempre accompagna chi vince, vuole che dietro l'inserimento di Eriksen ci sa un profondo e proficuo lavoro di Conte, mentre cronologicamente è più giusto ricordare come il danese sia entrato stabilmente in squadra solo quando s'è fatto male Vidal (mai momento fu più fortunato per l'Inter). Tra dicembre e gennaio, Marotta ha detto più volte in tv che Eriksen non era «un giocatore funzionale» e che perciò sarebbe stato venduto. Ma poiché nessuno l'ha comprato, Conte l'ha provarlo come vice Brozovic. Compreso nel derby di Coppa Italia, con la punizione-gol della svolta. E lì nemmeno un mese fa - la lunga spiegazione sul lavoro fatto per adattarlo regista. Oggi celebriamo invece Eriksen come mezzala di lotta e di governo, l'ultima invenzione di Conte.

Chi vince scrive la storia e Conte ha vinto il derby. Fra 3 mesi sapremo se avrà vinto anche il quinto campionato in 7 anni, anche se calendario alla mano è possibile che l'enigma venga svelato in anticipo. L'Inter ha appena battuto Lazio e Milan. A inizio marzo ospiterà l'Atalanta, col suo carico di eurofatiche. Prima e dopo, solo partite con squadre di livello inferiore. Non già vinte, ma quasi. Giusto in fondo al campionato, Roma e Juventus. La speranza di Conte è che a metà maggio i giochi siano già chiusi, possibilità da non scartare. Sullo sfondo, resta la crisi della società, certo non mitigata dai post social del presidente Zhang. Servono soldi (almeno 40 milioni entro marzo), non like.

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