«Il sistema di difesa prescinde dalle decisioni umane, Skynet comincerà ad autoistruirsi. Prese dal panico le autorità gli ordineranno di disinserirsi. Skynet non obbedisce. E lancia i suoi missili contro i bersagli...». Era Arnold Schwarzenegger, in «Terminator 2», ad annunciare la futura ribellione delle macchine contro l’uomo. Non siamo (ancora) a quei livelli, ma nello sport iniziano a suonare i primi campanelli d’allarme. Il record di Usain Bolt è caduto. Non per mano di un altro uomo, ma di un robot. Lightning, umanoide sviluppato dal produttore cinese di smartphone Honor, ha corso i 100 metri in 932 ai Giochi Mondiali di Robotica Umanoide, aperti ieri a Pechino. Una prestazione che vale il sorpasso sul 958 con cui il giamaicano fece la storia ai Mondiali di Berlino 2009.
Lightning ha raggiunto una velocità massima di 14,5 metri al secondo. Ad aprile, il robot aveva fatto discutere imponendosi nella mezza maratona di Pechino, davanti a oltre 300 umanoidi e più di 10mila persone. Lightning aveva chiuso in 50′26, un tempo addirittura più veloce del record mondiale umano di 57′20 stabilito da Jacob Kiplimo alla mezza maratona di Lisbona. Per la sfida sui 100 metri, i ricercatori hanno allungato gli arti di altri dieci centimetri, portandoli a 1,05 metri. Il dato sportivo è clamoroso, ma è soprattutto quello simbolico a lasciare qualche inquietudine. Non si parla più soltanto di macchine capaci di imitare un atleta: qui si entra nel territorio dei primati assoluti, con tempi impensabili fino a pochi anni fa. Ma la tecnologia è ancora tutt’altro che perfetta. Alla vigilia, durante una prova, un altro automa è crollato dopo pochi passi ed è stato portato via in barella, un’immagine grottesca, a ricordare quanto sia ancora fragile questa rivoluzione. Ma intanto Lightning ha battuto Bolt e, ad aprile, aveva già messo alle corde Kiplimo. Oggi corre più veloce degli uomini; domani chissà. Perché se il prossimo passo sarà inseguire anche gli esseri umani fuori dalle piste, forse conviene iniziare a prendere sul serio la fantascienza.
