Stavolta l’Inter non regala nulla, anzi i regali glieli fa il Parma e così dopo poco più di un quarto d’ora la partita è già finita. Senza ansia e con poca fatica. Un allenamento da 3 punti e altrettanti gol, ideale spazza-ruggine dopo la sosta e prima della Champions. Non tutte le partite sono uguali e se per Chivu era importante vincere e andare, per una notte almeno, da solo in testa al campionato, battere martedì il Bruges è fondamentale per riassestare la classifica in Europa.
Così Akanji, Bastoni, Barella e Zielinski, i più spremuti dai ct, restano in panchina, Chivu concede mezz’ora a Lautaro, sempre smanioso di gonfiare le statistiche. Giusto un tiro, alto. Sarà per la prossima volta, probabilmente subito in coppia con Thuram, che entra nel tabellino per il terzo gol e in assoluto gioca un’altra ottima partita. Esposito non segna ma conquista il rigore, non visto dall’arbitro ma sanato dal Var. Beato Chivu che può scegliere. Amaro il debutto di Gilardino, chiamato per cambiar faccia al Parma e darle un gioco non solo difensivo, ma vittima dei regali della squadra.
Sono già 18 i gol nerazzurri in 6 giornate, cioè 3 per volte, numeri che compensano ampiamente lo squilibrio difensivo (8 quelli subiti, ieri il secondo clean sheet) a conferma di ciò che il tecnico pensa, dice e pratica: il calcio è cambiato ed è più facile vincere segnando di più che farlo subendo di meno. In tal senso, nessuno è come l’Inter: Sucic, che in avvio scarta il regalo del portiere Corvi, è il 10° nerazzurro in gol in 6 partite.
Bene Calhanoglu, un’ora di regia e anche il 2-0 su rigore, fino al colpo preso sul ginocchio per finire in panchina con il ghiaccio e un po’ di spavento. Oggi ne sapremo di più. Mezz’ora al suo posto la gioca quindi Stankovic jr, figlio di papà e beniamino dei tifosi: il Bruges l’ha consacrato, l’Inter gli sta un po’ schiacciando l’ambizione, chissà che martedì Chivu non faccia quello che ha pensato di fare ieri e lo lanci proprio contro il suo passato. Col Parma si vede finalmente Spence, che da riserva nel Genoa di Gilardino (primavera 2024) in 2 anni è arrivato in Nazionale e ora all’Inter. Presto si saprà se è stata vera gloria. Lui e Stankovic sono a referto, Stones e Jones restano in infermeria, Provedel incollato alla panchina: il mercato dell’estate, a oggi non ha fruttato ancora nulla. Per ora comanda l’Inter dell’anno scorso, gli avversari diranno se basterà anche stavolta.
