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Mancini riparte e aspetta gli interisti

Il ct: "Se sono andati gli stranieri...". E sul rinnovo: "No problem"

Mancini riparte e aspetta gli interisti

La macchina azzurra si riaccende, ci sono tre sfide valide per le qualificazioni ai Mondiali del Qatar 2022 da affrontare al meglio: Irlanda del Nord a Parma (giovedì 20,45), Bulgaria a Sofia il 28 (stesso orario) e la Lituania il 30 a Vilnius (sempre alle 20,45). «La prima sfida sarà più difficile perché non giochiamo da tanto tempo, dobbiamo dare il massimo», ha detto Mancini ieri a Coverciano. Mentre sul suo possibile rinnovo di contratto ha volato alto: «Non è un problema, ne possiamo parlare prima o dopo l'Europeo, anche il discorso di ampliarlo...». Il ct aspetta gli interisti: «Sono fiducioso, spero di averli: lo sapremo tra poco. Se sono partiti gli stranieri...». Sembra però che l'orientamento dell'Ats di Milano sia quello di non far muovere dalla sede gli italiani. Una vicenda ancora da chiarire.

Con il lutto al braccio per commemorare la scomparsa nell'ultimo anno di 5 azzurri, Prati, Anastasi, Paolo Rossi, Bellugi e Mariolino Corso, si apre, dunque, il percorso verso il Qatar: «Affronteremo una squadra forte fisicamente, con tutti i giocatori che giocano in Premier League. Nel tragitto verso la Coppa del Mondo non si può sbagliare. Spero di ritrovare la mia Nazionale piena di entusiasmo. Ormai abbiamo questo timbro di gioco e non cambieremo più». Mancini ancora non ha deciso chi battezzare come centravanti: «Ciascuno degli attaccanti centrali giocherà una gara. C'erano dei giocatori che potevamo portare con noi come Scamacca, perché pensiamo che possa avere un grande futuro in Nazionale, ma c'è anche l'Under 21». Il gruppo è fatto: «I 23 che andranno all'Europeo sono quasi tutti stati decisi, ne potranno cambiare uno o due». E Zaniolo? «Lo stiamo seguendo, valuteremo quando rientrerà in squadra. Un pensiero ce lo facciamo, ma allo stesso tempo non possiamo rischiare di chiamarlo se non sarà pronto».

C'è il caso Inter con il focolaio Covid: «Stiamo aspettando, mi sembra però che siano liberi, gli altri sono partiti. Spero di avere anche i nostri, siamo abbastanza fiduciosi». Il vero problema però adesso è a centrocampo: mancherà Jorginho e Cristante è tornato a casa per un problema muscolare. Elogi per Chiesa, «migliorato tantissimo, può diventare anche un calciatore decisivo»», e un benvenuto a Daniele De Rossi che entro nello staff azzurro: «Ne avevamo parlato quando aveva smesso e poi decise di andare al Boca. A noi serviva una persona che ci potesse aiutare sul campo, visti i tanti impegni. A lui serve per fare esperienza perché vuole fare l'allenatore: credo sia stata una scelta giusta».

Mancini si è soffermato anche sulle eliminazioni delle italiane in Champions: «Mi dispiace, mi auguro sempre che possano arrivare in finale visto che ci giocano ragazzi della Nazionale. Non vedo ragioni particolari, un'annata storta può capitare». Chiusura con Pirlo e il momento difficile alla Juve: «Questa è la vita dell'allenatore purtroppo. Si attraversano momenti di gioia, felicità e a volte di frustrazione quando non si riesce a trasmettere le proprie idee ai calciatori. La frustrazione però deve durare il meno possibile, bisogna pensare positivo». Riparte l'Italia di Mancini.

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