Si risveglia Cristiano. La Juventus fa le prove d'inseguimento all'Inter

Signora adesso terza a -8 con una gara in meno. Pirlo prima deve recuperare la sua squadra

Macchinosa, lenta, prevedibile, poi Ronaldo segna e la Juventus si risveglia sana e presume di stare una meraviglia. E' la solita musica quella dell'orchestra, meglio dire orchestrina, di Pirlo. Il Crotone non era un ostacolo tra gli irresistibili della serie A, considerati i punti in classifica, ma di questi tempi la Juventus è inattendibile e inaffidabile. Non garantisce mai la sicurezza e la costanza nello sviluppo del gioco, va per linee orizzontali anche a causa delle scelte dell'allenatore debuttante che non rischia i giovani e rilancia Ramsey, un reduce dell'elegante centrocampista del Galles e dell'Arsenal, oggi un'anonima figura che si muove con tempi ritardati e occupa una zona imprecisata nel campo. Non gli è da meno Kulusevski sempre in equilibrio precario, fuori da qualunque logica tattica e anche patetico per l'impegno che invece non manca mai a Chiesa, tignoso, voglioso e però impreciso.

Tra le nuvole grigie, spunta, improvviso, il sole del portoghese che sistema la pratica ingarbugliata con due gol di testa, il secondo di eccellenza per la corsa fulminea, lo stacco maestoso, la deviazione feroce. La differenza la fa il campione, il football è questo, per fortuna, soprattutto quando mancano le idee, la fame, la velocità nel cervello e nelle gambe. La Juventus deve recuperare su se stessa prima che su chi le sta davanti, il terzo posto sembra quasi una sorpresa e di sicuro Pirlo sta ripensando al patrimonio buttato via tra dettagli, errori e infortuni. Il caso Dybala fra questi e così la situazione di Morata, perché due attaccanti di tale cifra non possono essere sostituiti da nessuno, gli appunti su Kulusevski ne sono l'esempio migliore ma anche la miopia o presunzione in fase di mercato hanno accentuato le difficoltà.

Non tutto facile per i bianconeri, nel primo tempo, i calabresi hanno organizzato un paio di contropiede veloci sui quali la retroguardia, davanti a Buffon, è apparsa, ancora una volta, disposta a caso, soprattutto sull'esterno di sinistra, là dove Alex Sandro, un diesel nella corsa, di contro Danilo, dalla parte opposta, ha avuto reazioni vigorose, anche nel rilancio del gioco ma una ammonizione lo toglie dalla trasferta di Verona (come in Champions) e sarà un guaio in più, con Bonucci, Chiellini, Cuadrado out. Ripresa, si fa per dire, con passeggiata da allenamento e un tot di passaggi arretrati (è il football liquido?) scossi dal gol di McKennie che è l'unico centrocampista della Juventus ad andare in area di rigore. Si è visto finalmente Fagioli, all'esordio in A, subito spavaldo; a concludere Morata e il popolare Bernardeschi con calzature celesti, come un principe. Delle favole.

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