Una Signora presuntuosa è campione d'inverno Roma e Zaniolo, doppio ko

Due gol della Juve in 10', poi Sarri soffre anche se Fonseca perde l'azzurro: addio all'Europeo?

Per i suoi 61 anni Maurizio Sarri si regala il terzo titolo d'inverno negli ultimi 5 campionati (ovvero, davanti a tutti al giro di boa ad anni alterni). La speranza, in cuor suo, è che quel primato puramente simbolico - ora che è alla guida della Juve - resti tale anche a maggio e non finisca come con il Napoli quando si vide recuperato dai bianconeri di Allegri. Intanto disinnesca la trappola della Roma (due ko di fila in casa con le torinesi e riaggancio in classifica da parte dell'Atalanta) riportando la Signora a vincere all'Olimpico dopo cinque anni e otto mesi.

Avvio sprint dei bianconeri, nel quale il turco Demiral (alla quarta consecutiva da titolare) ha prima timbrato il suo primo cartellino con la Juve su assist dell'amico Dybala e poi si è infortunato, e Ronaldo ha fatto finalmente gol alla Roma in A. Poi la Juve ha scherzato con il fuoco tenendo il motore al minimo, sbagliando la gestione tecnica della gara e commettendo qualche errore di troppo - Pjanic mai così impreciso quest'anno - rischiando così di farsi riprendere da gli avversari mai domi dopo le incertezze e i «peccatucci» difensivi del primo tempo. Anche se pure loro pagano un pesante dazio con il grave infortunio al ginocchio di Zaniolo - rottura del legamento anteriore del crociato destro, oggi l'operazione - che fa «piangere» il ct Mancini presente in tribuna (fra cinque mesi c'è l'Europeo) e la Roma ora che la stagione sta per entrare nel vivo. La dinamica ha ricordato quanto avvenne all'altro Ronaldo (l'ex brasiliano dell'Inter) venti anni fa sempre all'Olimpico. E ha ricordato anche l'infortunio capitato all'icona Francesco Totti pochi mesi prima del Mondiale tedesco, con il recupero miracoloso dell'ex 10 giallorosso. Un recupero molto più difficile per il gioiellino della Roma.

Gli integralisti Fonseca e Sarri stanno cambiando pelle se è vero che l'allenatore romanista conferma per la terza volta consecutiva lo stesso undici titolare e se quello juventino fa il bis della squadra che ha schiantando domenica scorsa il Cagliari. L'uno-due iniziale, con CR7 al nono gol nelle ultime sei gare e ora affiancato a Lukaku all'inseguimento di Immobile, concesso da una difesa di casa distratta e poco concentrata (gravi gli errori di Kolarov e Veretout) sembra orientare la gara anche perché i giallorossi recuperano molti palloni ma appaiono guardinghi e passivi ogni volta che la Juve regala qualche fiammata offensiva, decisiva la parata di Pau Lopez su quella di Cristiano.

Era dal 2011 che la Juve non segnava due reti in casa della Roma, ma questo importante vantaggio adagia la truppa di Sarri. La Roma cresce con Dzeko che sal un po' di tono, accorcia le distanze con un rigore di Perotti provocato da un goffo (e inutile) tocco del pallone di braccio di Alex Sandro e poi ci prova con il bosniaco murato da De Ligt, richiamato in causa dopo un mese di panchina per l'infortunio a Demiral. Il tutto dopo un gol annullato a Higuain per fuorigioco e una questione di centimetri (la sua scarpa è davanti all'ultimo difensore) e alla stizza di Dybala che non gradisce il cambio chiamato da Sarri a metà ripresa. La Juve soffre, la Roma non ha la forza di equilibrare la sfida. E il Pipita si vede murata da Pau Lopez l'ultima conclusione della gara.