Totti sì, Cassano no: Roma-Inter atto primo sorride solo Zeman

Strama contro maledizione romana e mal di trasferta Il boemo lo punge: "Se avesse più giovani farebbe meglio"

Totti sì, Pjanic forse, Cassano no. La vigilia di Roma-Inter atto primo (in coppa si replicherà sempre all'Olimpico mercoledì, con ritorno a Milano il 17 aprile) è foriera di buone notizie soprattutto per Zdenek Zeman. Il tecnico giallorosso riabbraccia il suo capitano e Osvaldo e spera di recuperare pure il febbricitante centrocampista bosniaco, regolarmente nella lista dei convocati, nonostante il forte mal di gola di queste ore. Viceversa Stramaccioni, già costretto a rinunciare tra gli altri a Milito, ieri pomeriggio si è bruscamente risvegliato dall'illusione di avere FantAntonio a disposizione nel posticipo. Un'assenza che riduce quasi ai minimi termini il potenziale offensivo dell'armata a nerazzurra. L'allenatore lo sa, ma cerca di glissare. «Tante defezioni in avanti? E' già capitato altre volte e a Roma arriviamo globalmente bene».
Sarà, ma i numeri parlano chiaro. Tra campionato ed Europa League, l'Inter non segna in trasferta da quattro gare di fila. Mentre da cinque è a secco di punti. Il peso dell'attacco graverà esclusivamente sulle spalle di Palacio, unica punta supportata da Guarin, avanzato a trequartista. Probabile panchina invece per il neo-acquisto Rocchi. Tra le note positive la crescita di Alvaro Pereira, dopo le prime difficoltà. «Era il migliore esterno mancino sul mercato. Pochi giocatori nei primi quattro mesi di Inter hanno mostrato tutto il loro potenziale».
A centrocampo, intanto, rientrano Nagatomo e Gargano, recuperi importanti, sebbene il giovane Benassi sia in lizza per una maglia da titolare. Proprio sui giovani Strama incassa però l'offensiva di "nonno" Zeman. «E' un ragazzo che ha delle qualità e le possibilità di farle vedere. Il suo progetto giovani? L'Inter di giovani ne ha pochi e forse se ne avesse avuti di più il progetto sarebbe venuto meglio», l'affondo del boemo. Che poi punzecchia pure Zanetti. «È un esempio per tutti, anche per il nostro Totti, visto che ha qualche anno in più. Lo volevo con me alla Lazio e so che lui ci pensava parecchio». Come a dire, bandiera dell'Inter, ma con qualche tentazione romana.
Romano de Roma è proprio Stramaccioni, che sfida il suo passato. «In città ho tantissimi amici, ma conterà solo il campo. Non sarà una partita decisiva, ma importante sicuramente sì. E pure equilibrata, da tripla. Loro hanno dato 8 gol a Fiorentina e Milan, attaccano con tanti uomini contemporaneamente e servirà grande attenzione. Noi stiamo facendo fatica nei primi tempi, ma miglioriamo nel corso della gara. Di rado ho visto la squadra calare al 90'». Da quando è all'Inter, però, quegli amici non hanno avuto molto riguardo di lui. Due volte è stata la Lazio a dargli dolori, un'altra proprio la Roma di Zeman, all'andata. Allora c'era in campo pure Wesley Sneijder, diventato poi un caso in seno ai nerazzurri. Va o no al Galatasaray? «Wes ha tutto il diritto di prendersi del tempo per decidere, ma credo che i turchi abbiano una certa fretta…».
Insomma, si decida o rischia di saltare il trasferimento. E pure il mercato dell'Inter non può più aspettare. «Se non parte nessuno, non arriva nessuno - spiega Strama -. Io sono fiducioso, ma niente illusioni». In campo e fuori.

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