Viviani beffato al fotofinish: l'Europa è di Kristoff

L'oro di Rio battuto di un paio di centimetri dal norvegese nello sprint per il titolo continentale

Pier Augusto Stagi

Kristoff! Non è un'imprecazione, anche se Elia Viviani non può fare a meno di sbattere il palmo della mano sul manubrio, e con il dito indice dice platealmente no, questa volata non è corretta. Kristoff è il nuovo campione d'Europa, e succede al due volte campione del mondo Peter Sagan, ieri assente.

C'è voluto il fotofinish. Elia Viviani, oro olimpico di Rio su pista, si deve accontentare della medaglia d'argento. La beffa è servita al fresco di Herning, in Danimarca, e ha la profondità di non più di due centimetri. Elia Viviani s'inchina al 30enne norvegese vincitore in carriera anche di una Sanremo (2014) e di un Fiandre (2015) al termine di una gara appassionante e divertente, nonostante il circuito pianeggiante. Terzo l'olandese Moreno Hofland.

In volata Viviani ha scelto la corsia più vicina alle transenne, il norvegese ha accennato un movimento di chiusura con il braccio destro, ma tutto si è svolto nella massima regolarità. «C'è poco da dire, ha avuto qualcosa in più. Poco, ma l'ha avuto», ha commentato a caldo il ct Davide Cassani, che con quella di ieri ha portato a tre le medaglie sotto la sua gestione. Un argento mondiale con Adriano Malori nella crono di Richmond; bronzo europeo l'anno scorso sempre nella crono con Moreno Moser e l'argento europeo di ieri nella prova in linea con Viviani.

La corsa ha vissuto sulla lunga fuga a tre promossa sin dal via dallo svizzero Spengler, dal bielorusso Shumov e dall'islandese Elfarsson. Calma piatta fino a cento chilometri dal traguardo, poi il ventaglio belga che pesca nella rete Elia Viviani, il capitano degli azzurri. Ci sono voluti venti e più chilometri per riportare in gruppo il nostro velocista, che sicuramente ha speso energie preziose.

Infine, a 8 km dal traguardo l'azione che ha cercato di evitate la volata finale.

Il belga Keukeleire, il russo Trusov e il norvegese Boasson Hagen, hanno provato il colpo a sorpresa. Proprio quest'ultimo, ai tre chilometri, ha tentato il numero solitario. Ma la volata è stata inevitabile, come il kriss nella schiena di Viviani.

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