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La stanza di Feltri

Se gli italiani lavorano per pagare l’aula vuota

Il Parlamento vuoto è la fotografia perfetta della politica italiana: stipendi pieni, poltrone vuote e coscienze in ferie

L’aula della Camera dei deputati durante l’intervento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in occasione della discussione sul Documento programmatico di finanza pubblica alla Camera dei deputati, Roma, Martedì 13 ottobre 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Economy minister Giancarlo Giorgetti in the Chamber of deputies during the debate on the Public finance planning document, Rome, Tuesday, October 13, 2026 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

Caro direttore Feltri, lo spettacolo dell’aula del Parlamento praticamente vuota mentre Giancarlo Giorgetti tratta un argomento di fondamentale importanza per la politica e per il Paese, non è solo deprimente ma è vomitevole, perché è uno schiaffo in faccia agli italiani che vanno ogni giorno al lavoro puntualmente, magari prendendo paghe vergognosamente basse. Questa accolita di nullafacenti strapagati non merita alcun rispetto, conferma nei fatti di essere nient’altro che un’accolita di volgari parassiti. E poi si lamentano della scarsa affluenza alle urne!

G. Metelli

Caro amico, il Parlamento vuoto è la fotografia perfetta della politica italiana: stipendi pieni, poltrone vuote e coscienze in ferie. Il lavoratore comune, se non si presenta al lavoro, rischia il posto. L’onorevole, se non si presenta in aula, rischia solo di perdersi il sonnellino pomeridiano. Poi questi signori si lamentano perché gli italiani non vanno più a votare. È come se un ristorante si lamentasse della clientela dopo aver servito per anni minestrine scotte a prezzi da champagne. Il punto è che il parlamentare pretende rispetto per la carica, dimenticando che la carica non è un titolo nobiliare e il seggio non è una poltrona massaggiante. Essere eletti significa rappresentare i cittadini, non rappresentarsi allo specchio con l’indennità in tasca. E mentre milioni di italiani si alzano all’alba per stipendi che fanno piangere anche il conto corrente, certi onorevoli, con trattamenti economici che farebbero arrossire un banchiere svizzero, sembrano convinti che il mandato elettorale consista nel mandato a riscuotere. La democrazia, naturalmente, consente di assentarsi. Ma consente anche agli elettori di ricordarsene. L’onorevole che si assenta avrà le sue ragioni. Magari sta studiando un dossier. Magari sta elaborando una strategia politica di straordinaria complessità. Oppure, ipotesi assai più probabile, sta cercando il bar più vicino. Non voglio essere malizioso, anche perché la realtà, in certi casi, è già sufficientemente maliziosa da sola. Il Parlamento dovrebbe essere il luogo in cui si discute il destino della nazione. Talvolta, invece, sembra il luogo in cui si discute il destino del buffet. A Montecitorio possono svuotarsi le aule, ma a fine mese le tasche pubbliche si svuotano puntualmente. Quelle degli onorevoli, invece, sembrano godere di ottima salute. E poi si stupiscono dell’astensionismo. Cordiali saluti. E buon riposo agli onorevoli: il Paese lavora anche per loro.

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