Leggi il settimanale

Un gesto di coraggio vale più di tante parole

Quando gli episodi isolati diventano quotidiani, non sono più episodi isolati. Sono il paesaggio ordinario del degrado

Un gesto di coraggio vale più di tante parole
00:00 00:00

Caro Direttore Feltri,
ho letto della giovane modella polacca aggredita venerdì pomeriggio a Milano, in zona Porta Romana, mentre stava andando a fare la spesa. Secondo il suo racconto, sarebbe stata inseguita da un gruppo di sette o otto uomini ubriachi, picchiata con pugni al volto e allo stomaco, e la situazione avrebbe potuto degenerare in una violenza sessuale. Per fortuna è intervenuto un uomo, descritto da lei come italiano, alto e robusto, che ha avuto il coraggio di affrontare il gruppo e metterlo in fuga, salvandola. Direttore, Milano è davvero diventata una città dove una donna non può nemmeno uscire a fare la spesa in pieno giorno senza rischiare di essere aggredita? E cosa pensa di quest'uomo che, da solo, ha avuto il coraggio di intervenire?

Edoardo Brambilla

Caro Edoardo,
penso che questa vicenda dica moltissimo dello stato in cui versa Milano e, più in generale, della nostra società. Una giovane donna esce di casa di venerdì pomeriggio, alle due, per andare a fare la spesa. Non di notte. Non in una periferia abbandonata. Non in un vicolo buio. In pieno giorno, in una zona centrale e borghese di Milano. E che cosa le accade? Viene inseguita, accerchiata, picchiata, presa a pugni al volto e allo stomaco da un gruppo di uomini ubriachi, che tentano di violentarla. Se non fosse intervenuto uno sconosciuto, oggi probabilmente commenteremmo una tragedia ancora più grave. Questo è il punto. Milano è diventata una città in cui persino uscire a fare la spesa può trasformarsi in un incubo. E chi continua a negarlo vive fuori dal mondo oppure mente sapendo di mentire. Da anni i cittadini denunciano aggressioni, rapine, violenze, molestie, risse, accoltellamenti, degrado, bande che occupano pezzi di città. E ogni volta ci viene spiegato che non bisogna fare allarmismo, che Milano è sicura, che si tratta di episodi isolati.

Episodi isolati un corno.

Quando gli episodi isolati diventano quotidiani, non sono più episodi isolati. Sono il paesaggio ordinario del degrado. Ma in questa vicenda c'è anche un altro elemento, forse ancora più importante. L'uomo che è intervenuto. Uno sconosciuto. Un passante. Un italiano, secondo quanto raccontato dalla vittima. Un uomo solo contro sette o otto aggressori. Poteva tirare dritto. Poteva fingere di non vedere. Poteva pensare: «Non sono affari miei». Poteva avere paura, e avrebbe avuto tutte le ragioni del mondo per averla. Oggi basta una lama, una bottiglia rotta, un calcio alla testa per morire.

Invece è intervenuto. Questo uomo merita un grazie pubblico. Merita rispetto. Merita di essere cercato, trovato e ringraziato. Perché ha fatto ciò che molti non avrebbero avuto il coraggio di fare: ha difeso una donna in pericolo. E qui permettimi una riflessione scomoda. Viviamo in un'epoca in cui il maschio, soprattutto il maschio bianco occidentale, viene spesso descritto come un problema. Tossico, oppressore, violento per definizione, colpevole in quanto tale. E poi accade che una giovane donna rischi di essere violentata da un branco e a salvarla sia proprio un uomo. Un uomo che non le doveva nulla. Un uomo che non la conosceva. Un uomo che ha rischiato la propria incolumità per proteggerla. Altro che maschio tossico. Questa è responsabilità. Questa è civiltà. Questa è forza messa al servizio della protezione, non della sopraffazione. Una società civile non dovrebbe criminalizzare gli uomini per principio. Dovrebbe distinguere tra uomini perbene e delinquenti. Tra chi aggredisce e chi difende. Tra chi abusa della propria forza e chi la usa per impedire una violenza. E invece noi siamo arrivati al paradosso: si colpevolizza il maschio in quanto categoria, mentre si minimizza la criminalità reale quando disturba la narrazione ideologica dominante.

No, caro Edoardo. Io non ci sto. Chi aggredisce una donna va punito duramente. Chi la difende va onorato. Punto.

Quanto a Milano, il Comune farebbe bene a occuparsi meno di slogan, piste ciclabili ideologiche, retorica progressista e festival vari, e molto di più della sicurezza dei cittadini. Perché una città non è civile perché si proclama inclusiva. È civile se una donna può camminare senza paura. È civile se un anziano può prendere la metropolitana senza essere rapinato. È civile se un ragazzo può tornare a casa la sera senza rischiare una coltellata.

Altrimenti non è civiltà. È abbandono.

All'uomo che ha salvato quella donna va il mio applauso. Non conosco il suo nome, ma conosco il valore del suo gesto. E in tempi di vigliaccheria diffusa, un gesto di coraggio vale più di mille discorsi.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica