da Todi
Una strega medievale bruciata in piazza. Ma anche i medievali fioretti di san Francesco, letti da autentici frati sotto la guida d'un grande regista. E poi il ricordo d'un comico del passato, ingiustamente dimenticato, e le canzoni d'un musicista d'oggi, tuttora amatissimo. Punta decisamente all'intrattenimento popolare, ma fortemente radicato nella storia e nella cultura del luogo che lo ospita, Maurizio Costanzo. Nuovo direttore artistico del Festival di Todi - la rassegna umbra che, alla venticinquesima edizione, dopo le direzioni di Silvano Spada e Simona Marchini s'è rivolta al celebre anchorman - Costanzo confessa d'aver accettato l'incarico (a soli 3000 euro di compenso annuo) «perché finché mi divertirò a fare queste cose, sarò sicuro di farle con passione». Così le nuove scelte del festival seguiranno il tema «la memoria e il territorio»: «Con spettacoli intimamente legati alla tradizione umbra e al ricordo del suo passato». Così si spiega La strega Matteuccia, testo drammatico che lo stesso Costanzo ed Enrico Vaime stanno traendo dagli atti originali del processo per stregoneria a seguito del quale, nel 1428 a Todi, venne arsa viva una contadina. Così si spiegano I fioretti di San Francesco interpretati da sei frati minori di Assisi sulla scalinata del tempio di san Fortunato, per la regia di Pupi Avati, e il Vangelo secondo Pilato interpretato da Glauco Mauri, che il festival ospiterà in prima nazionale. «Fortemente legati al territorio sono anche musicisti come Alex Britti, Pino Massara e Walter Attanasi, che daranno dei concerti, e Alberto Talegalli, prematuramente scomparso nel 1961 e alla cui memoria Umberto Broccoli sta preparando un omaggio». Non mancheranno proposte meno edificanti: per La discarica, novità di Silvano Spada che metterà in scena la storia di un transessuale, Costanzo pensa di arruolare «o Vladimir Luxuria, o Eva Robbins o Amanda Lear».
Streghe e frati nel «Todi» diretto da Costanzo
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