A Milano c’è un teatro che non chiude mai, e non solo: è un’arena all’aperto, ma se dovesse piovere non c’è problema. Ci si sposta dentro: siamo al Martinitt, tra Lambrate e Ortica. Un cartellone di spettacolo dal vivo e cinema per tutti i gusti ed età, che nelle settimane centrali di agosto si concentra sul grande schermo. Si attende per oggi, venerdì 21, alle 21, «Toy Story 5» per la regia di Andrew Stanton e McKenna Harris, con Tom Hanks. Domani è la volta di «Michael», e domenica 23 non poteva mancare «Odissea» di Christopher Nolan. Un cartellone per tutte le età: «il nostro primo riferimento è il pubblico -dice Stefano Marafante, romano, presidente de La Bilancia società di produzione teatrale e non solo: dal 1979 ad oggi ha prodotto circa 200 spettacoli di prosa, dedicando particolare attenzione alla nuova drammaturgia italiana. Oltre che del Teatro de’ Servi di Roma, dal 2001, dal 2010 è organizzatore e direttore artistico e gestisce il teatro storico Martinitt-: il lavoro per il cartellone estivo comincia già in gennaio, mentre prepariamo anche la stagione prossima in teatro. Ma siamo motivati: il senso dell’Arena è sia essere un punto di riferimento per chi rimane, sia quello di creare un’identità al Martinitt come luogo». Gli artisti che lavorano in teatro in agosto a Milano si trovano? «Vogliamo dare un servizio al pubblico: magari con artisti meno conosciuti ma di qualità». Ecco che il 27 agosto, ore 21, si attende la stand up di Andrea Perroni in «Meglio dal vivo», attore (come in «Dove osano le cicogne» del 2025), e musicista (con la sua chitarra presente i concerti di Pino Daniele, Luciano Ligabue, Eros Ramazzotti o Gianluca Grignani), e il 28 ore 21, i Pota boyz in «Comedy stand up» (il collettivo di comici bresciani che, dalla rete a Zelig, ha trasformato l’accento e il dialetto bresciano in simboli di comicità irriverente e autentica). Il Martinitt è oggi un punto di riferimento. Gestisce una sala a Milano e una a Roma: pubblici diversi? «A Roma siamo in una sala in centro, e comunque il pubblico milanese è più disponibile di quello romano, più curioso».

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